La rivoluzione touch nel mondo dei sistemi operativi per Pc (desktop e laptop) non è arrivata con l’entusiasmo e con i tempi rapidi che, forse, Microsoft si auspicava. Ma Windows 8 e – soprattutto – la sua versione riveduta e corretta 8.1 iniziano a rappresentare una fetta un po’ più consistente dell’utenza globale di personale computer. Il dato arriva da NetMarketShare, società di analisi e di statistiche in tempo reale, che per il mese di aprile riconosce alle due ultime release un incremento di quasi un 1%: insieme, dall’11,30% del mese precedente, Windows 8 e 8.1 rappresentano ora il 12,24% dei Pc da scrivania e portatili registrati nel mondo. Il solo 8.1 ha superato la soglia (anche “psicologica”) del 5%, ed è oggi al 5,88%.

I dati di NetMarketShare relativi al mese di aprile 2014


La pur piccola spinta all’aggiornamento è arrivata, nel mese di aprile, dalla cessazione del supporto a Xp: non potendo più contare sul rilascio di patch di sicurezza da parte di Microsoft (nonostante l’eccezione fatta proprio in questi giorni), la piattaforma risulta ora in balia di tentativi di attacco di varia natura. Ne sono un esempio quelli scoperti di recente, che hanno sfruttato le vulnerabilità di Flash e di Internet Explorer.

Eppure Windows Xp, ormai un “dinosauro” fra i sistemi operativi il cui lancio risale al 2001, è ancora installato sul 26,3% circa dei computer nel mondo, con una presenza inferiore solo a quella di Seven, la piattaforma più diffusa con un 49,3% di market share. E il nuovo Windows, fatto di live tile, interazione tattile, sincronizzazione via cloud e stretto dialogo con l’esperienza mobile di Windows Phone, perché stenta ad avanzare?

Forse Microsoft dovrà aspettare ancora prima di assistere alla corsa all’adozione, se si valutano il dominio di Android nel mondo tablet, da un lato, e il fatto che nelle aziende il processo di rinnovo del parco macchine con modelli touch (come gli all-in-one che, nelle intenzioni dei produttori, dovranno sostituire il vecchio concetto di desktop Pc) non sta procedendo a grande velocità. Per molte aziende, comprensibilmente, dopo l’abbandono di Xp il passaggio a Seven rappresenta la soluzione più rapida e indolore, che non comporta un rinnovo dell’hardware esistente.

La situazione, almento in campo consumer, potrebbe cambiare con il progressivo calo del costo degli ultrabook e con il lancio di notebook touch più economici (per esempio quelli appena presentati da Acer, che contemplano lo schermo tattile come opzione).

D’altra parte vanno considerati i concorrenti. Apple, pur non rinnegando l’alto posizionamento dei suoi portatili, ha cominciato ad attuale politiche di prezzo più abbordabili con il recente taglio dei listini dei MacBook Air da 11 e da 13 pollici, che certamente rappresentano un’alternativa agli ultrabook basati su Windows 8.1. I Mac coprono oggi il 4% circa del mercato destkop e laptop, mentre lo zoccolo duro degli utenti Linux è ridotto all’1,6% circa e il restante 3,7% circa include anche la crescente nicchia dei Chromebook. Quel che è certo è che nel mondo dei personal computer parlare di era di decadenza è fuorviante, considerate le tante dinamiche in corso sul piano delle tecnologie emergenti e della competizione fra player.