L’iPhone è (ancora una volta) la star, l’Apple Watch la promessa, i Mac ancora una solida certezza, l’iPad un vanto tecnologico ma non più un vanto commerciale. Su queste pedine, oltre che sui servizi, si gioca la partita di Apple con la concorrenza e a metà dell’anno solare la società di Cupertino pare in netto vantaggio. Il trimestre terminato il 28 giugno, il terzo dell’anno fiscale di Apple (calcolato da settembre a settembre) ha generato 49,6 miliardi di dollari di fatturato, ben più dei 37,4 miliardi del pari periodo del 2014.

I numeri hanno superato le stime della stessa azienda, che aveva pronosticato ricavi compresi fra 46 e 48 miliardi di dollari, nonché quelle della maggior parte degli analisti. Per un’azienda come la Mela, per cui la proposta di prodotti di fascia alta è una filosofia, più che il mero giro d’affari l’indicatore significativo è il rapporto tra fatturato e utili. E anche quest’ultimo valore è in forte ascesa, dai 7,7 miliardi di dollari del terzo trimestre fiscale 2014 agli attuali 10,7 miliardi.

“Nel terzo trimestre”, ha illustrato il chief financial officer, Luca Maestri, “il nostro tasso di crescita anno su anno ha accelerato rispetto al primo semestre dell’anno fiscale 2015 con un fatturato in aumento del 33% e un utile per azione in crescita del 45%. Abbiamo generato un flusso di cassa operativo di 15 miliardi di dollari molto forte, e abbiamo restituito oltre 13 miliardi di dollari agli azionisti attraverso il nostro programma di ritorno del capitale’’.

Come si diceva, il Melafonino si è confermato il cavallo di battaglia, ma in tutta l’offerta Apple non si segnalano tonfi, a dimostrazione della vitalità non solo dei singoli prodotti ma di un marchio che è ancora sinonimo di innovazione e stile. E per cui si spende. “Abbiamo avuto un incredibile trimestre”, ha dichiarato il Ceo, Tim Cook, in una nota, “con una crescita del 59% rispetto allo scorso anno nei ricavi legati agli iPhone, con forti vendite di Mac, con un fatturato record per i servizi, trainati dall’App Store, e con un grandioso inizio per l’Apple Watch”.

Proprio sullo smartwatch marchiato con la mela morsicata si focalizzavano molte delle curiosità dei media e degli analisti, curiosità rimaste però insoddisfatte dal momento che Apple non ha rivelato i dati di vendita del dispositivo da polso. La conta degli Apple Watch è confluita nella categoria “altri prodotti”, insieme agli iPod, alle Apple Tv e alle cuffie e auricolari Beats, nel complesso responsabili di 2,64 miliardi di dollari di fatturato trimestrale (contro gli 1,8 miliardi dell’anno precedente).

 

 

A detta di Luca Maestri, in ogni caso, all’Apple Watch si può senz’altro riconoscere un debutto di successo: nelle prime nove settimane di disponibilità, i livelli di vendita hanno superato quelli dell’iPhone e dell’iPad nelle prime nove settimane dei ispettivi lanci. Secondo l’azienda la domanda di smartwatch, inoltre, avrebbe superato l’offerta disponibile in fase di lancio. Al di là degli entusiasmi “geek”, che notoriamente si sfogano non appena un articolo diventa disponibile, è chiaro comunque come la sorte di questa categoria di prodotto si giochi nel medio/lungo periodo.

“Ci vorranno uno o due anni, non soltanto per Apple ma per il mercato, prima che sia chiaro quali funzioni gli utenti vogliano davvero sugli smartwatch”, ha commentato, per esempio, la società di analisi J. Gold Associates. “Apple dovrà fare degli aggiustamenti e, crediamo, con il tempo [l’Apple Watch] diventerà più popolare”. Secondo le stime di Canalys, l’orologio intelligente nato a Cupertino sarebbe stato acquistato da circa 4,2 milioni di persone nel trimestre compreso fra inizio aprile e fine giugno, mentre altri analisti si sbilanciano con una stima di 4,7 milioni.

Nel terzo trimestre la società di Tim Cook ha venduto 47,5 milioni di iPhone (corrispondenti a 31,37 miliardi di dollari incassati), 10,9 milioni di iPad e 4,8 milioni di computer Mac. Mentre il dato non esaltante sui tablet si spiega con il generale andamento di questo mercato, al contrario le vendite di Mac sono in positiva controtendenza. A proposito di mondo desktop e portatili, è appena stata resa disponibile per gli sviluppatori la quarta vesione beta del nuovo sistema operativo OS X 10.11, El Capitan, disponibile sul Developer Center di Apple o in modalità Ota per chi abbia già la beta precedente.

Nonostante tutte le buone notizie e i numeri al rialzo, nelle contrattazioni after hours i titoli Apple hanno perso tra il 7% e il 9% del valore, dal momento che alcune stime degli analisti non sono state esaudite. Le pur ottime performance dell'iPhone sono rimaste al di sotto di alcune previsioni, che scommettevano su 48,8 milioni di terminali venduti nel trimestre.