La sigla Rpa sta per Robotic Process Automation, come molte aziende certamente sapranno, e racchiude una varietà di tecnologie e di casistiche d’uso in continua crescita. E anche il mercato cresce: quest’anno, secondo le stime di Gartner, arriverà a movimentare 2,9 miliardi di dollari, segnando un incremento del 19,5% sul 2021.  L’Europa Occidentale sarà responsabile di circa il 19% della spesa in Rpa del 2022. Lo slancio proseguirà - appena affievolito - anche nel 2023, con una previsione di 3,35 miliardi di dollari di giro d’affari e un aumento del 17,5% su base annua.

Sono numeri decisamente buoni, specie se si considera che il 2021 era stato un anno particolarmente fortunato. “Raggiungendo un tasso di crescita del 31% nel 2021, il mercato dell’Rpa è cresciuto ben più della media del software su base mondiale, pari al 16%”, ha sottolineato Cathy Tornbohm, distinguished vice president  analyst di Gartner. “Le organizzazioni fanno leva sull’Rpa per accelerare l’automazione dei processi del business e i piani di trasformazione digitale, collegando i propri ‘incubi’ legacy ai propri ‘sogni’ digitali per migliorare l’efficienza operativa”.

Le tecnologie di Rpa continuano a essere molto richieste, dunque, perché c’è una forte e ampia domanda di trasformazione digitale in tutti i settori, e l’automazione aiuta a eliminare le inefficienze e permette di “dimenticarsi” delle attività ripetitive e a scarso valore aggiunto (destinando il tempo della forza lavoro ad attività più elevate). Inoltre la ricchezza e freschezza dell’offerta contribuisce a rendere l’Rpa un’attrattiva per le aziende. Sottolinea Gartner che i vendor stanno trasformando velocemente le proprie offerte creando più ampie piattaforme di automazione con capacità di iperautomazione integrate.

“I vendor di Rpa competitivi e molti vendor di software stanno spingendo per superare le tradizionali offerte incentrate su una singola tecnologia”, ha spiegato Varsha Mehta, senior market research specialist di Gartner, “e andare verso suite di strumenti più evolute, comprensive di piattaforme per applicazioni low-code, process mining, task mining, modellazione delle decisioni, iPaaS ((integration Platform as a Service, ndr), visione computerizzata e capacità di Idp (Intelligent Document Processing, ndr) aggiunte alle loro offerte di Rpa esistenti. Questo permette loro di proporre, o meglio li prepara per poter proporre  una piattaforma tecnologica onnicomprensiva che abilita l’iperautomazione”.