Da molto tempo lo sviluppo industriale dipende dalla tecnologia. Negli anni, siamo passati dagli strumenti per il controllo di processo all’automazione di fabbrica, fino agli attuali sviluppi collegati all’IoT e all’Industria 4.0.

Valentin Heun ha guidato la ricerca & sviluppo di Ptc e oggi riveste il ruolo di vicepresidente Innovation and Engineering della società, dopo aver lavorato per diverso tempo il Mit Media Lab's Fluid Interfaces Group, dove ha coordinato le ricerche sull'interfaccia uomo-macchina Reality Editor. È lui a sostenere come nella combinazione fra fisico e digitale risieda la chiave per armonizzare l’efficienza dei flussi di lavoro e la collaborazione fra uomo e macchina. Questo passaggio è racchiuso in quello che viene definito lo spatial computing: “Questo concetto tecnologico parte dalla comprensione di come le cose si muovano nello spazio”, spiega il manager e ricercatore. “Combinandosi con la realtà aumentata, aiuta a comprendere l’impatto delle macchine sui processi produttivi, identificando colli di bottiglia e fornendo indicazioni sulle modalità per rendere più efficiente la manodopera in condizioni di massima sicurezza”.

Ptc ha lanciato da poco Vuforia Spatial Toolbox, una piattaforma open source, che si propone di accelerare la ricerca sullo spatial computing per i laboratori di ricerca e sta già attirando l’attenzione di numerose realtà che operano nella ricerca applicata al campo industriale: “Parliamo di un tema molto più vicino a noi di quanto può sembrare”, puntualizza Heun, che lavora in Ptc dal 2017 e lì ha cofondato il Reality Laboratory della società. “Chi ha avuto modo di prenotare un’auto di Uber, consultare Google Maps per cercare un ristorante o guardare un tabellone per capire quando passa il prossimo treno della metropolitana ha già sperimentato il potenziale dello spatial computing”.

Valentin Heun, vicepresidente Innovation and Engineering di Ptc

Per comprendere meglio l’argomento e calarlo nel mondo in cui stiamo vivendo, basti pensare agli effetti prodotti dal Covid-19 anche nel manufacturing, dove molti siti di produzione hanno dovuto fermarsi e quelli rimasti attivi hanno dovuto rapidamente adattarsi alle nuove necessità di distanziamento sociale e simili. Allo stesso tempo, si sono bloccati gli incontri con fornitori e clienti, in un contesto che ha posto in primo piano varie sfide produttive e logistiche, a cominciare dalla gestione di fermi macchina o riprogrammazione di robot: “La possibilità di accedere remotamente a macchinari o linee di produzione ha aiutato molto in questo contesto”, rileva Heun. “Lo spatial computing non può che accelerare processi già in essere, fornendo strumenti per controllare gli asset anche se si lavora da casa o da un ufficio remoto”.

La sperimentazione è attiva anche nei laboratori di Ptc che Heun presiede, soprattutto per studiare come all’interno della struttura si muovano le persone e lavorino i macchinari automatizzati, in modo da ottimizzare i percorsi che gli uni e le altre debbano seguire: “Lo spatial computing lavora su dati in tempo reale e ricrea flussi di movimento. Si tratta di qualcosa di complementare all’IoT, che funge da fonte di dati per questi sviluppi”, aggiunge il manager.

In prospettiva, i robot potranno essere controllati attraverso interfacce utente più intuitive e si potranno implementare in modo più rapido strumenti di interazione uomo-macchina. Vuforia Spatial Toolbox va in questa direzione, per ora a beneficio soprattutto dei ricercatori impegnati nell’individuazione di modalità di accelerazione della prototipazione delle macchine, sfruttando la realtà aumentata spaziale e l’IoT: “Questi ultimi temi hanno trovato molto riscontro anche in Italia soprattutto da quando la pandemia ha fatto sentire i propri effetti anche in campo produttivo”, commenta Paolo Delnevo, vicepresidente vendite di Ptc per il Sud Europa. “Noi da sempre siamo in prima linea sull’innovazione, dai tempi in cui abbiamo inventato il Cad parametrico e poi il Plm. Anche con lo spatial computing ci proponiamo di anticipare i bisogni delle aziende”.

Paolo Delnevo, vicepresidente vendite Sud Europa di Ptc