L’Italia ad aprile ha registrato un record poco invidiabile: è risultata il terzo Paese più colpito al mondo dagli attacchi malware. Secondo i dati rilevati da Trend Micro, sono state quasi 2,5 milioni le incursioni sferrate a utenti e aziende della Penisola, il 5,6 per cento del volume globale. Numeri che hanno posizionato l’Italia subito dopo Giappone (22,7 per cento) e Stati Uniti (22 per cento). Siamo invece ai piedi del podio nella categoria che prende in considerazione gli attacchi macro malware, nascosti solitamente nei documenti Word ed Excel. Il nostro Paese è arrivato quarto, facendo registrare 2.646 tipi di minacce rilevate dalla rete Smart Protection Network di Trend Micro. Anche in questa classifica a “dominare” è il Giappone, seguito da Cina e Usa.

Un altro dato interessante di aprile riguarda le vulnerabilità Scada, i sistemi informatici diffusi in ambito industriale e infrastrutturale. Secondo la rete di Trend Micro, costituita a livello globale da oltre 250 milioni di sensori, i bug tipici degli ambienti manifatturieri hanno registrato un balzo in avanti del 2.250 per cento in tutto il mondo.

Si tratta di numeri importanti e su cu riflettere, perché nel moderno contesto di Industry 4.0 che vede sempre più linee di produzione e reti di automazione connesse con le infrastrutture Ip, i cybercriminali cercano di sfruttare falle non presidiate per introdursi nei sistemi e causare alle aziende ingenti danni economici e di reputazione. Il trend è destinato a crescere ancora.