Nel 2018, secondo IoT Analytics, “circolavano” sette miliardi di dispositivi Internet of Things. Un numero destinato a raddoppiare nei prossimi quattro anni, per un mercato che nel 2021 varrà 520 miliardi di dollari (dati di Bain & Company). Microsoft non vuole perdersi una fetta di questa ghiotta torta e oggi ha rilasciato Windows Server IoT 2019, sistema operativo creato per gestire in modo sicuro i carichi di lavoro provenienti dall’edge della rete. La piattaforma è pienamente compatibile a livello di binario con Windows Server 2019 (facilitando così il lavoro degli sviluppatori abituati a operare con questo ecosistema) e permette ai produttori di dispositivi IoT di costruire soluzioni connesse in grado di scalare fra cloud ed edge e capaci di sfruttare al meglio sia lo storage sia la capacità di elaborazione.

Windows Server IoT 2019 garantisce cinque anni di supporto mainstream e altri cinque anni di supporto esteso, ma prevede un modello basato su licenze per i dispositivi che richiedono tempi di assistenza maggiori. Ma le novità di Microsoft nel campo dell’Internet delle cose non finiscono qui. L’azienda ha infatti allungato l’elenco di chipset e soluzioni hardware compatibili con Windows 10 IoT Core.

L’ecosistema, dotato di connettività ad Azure integrata, può essere eseguito sugli application processor i.Mx 8m e i.Mx 8m Mini dell’olandese Nxp, dando agli sviluppatori la possibilità di sfruttare i servizi in cloud del colosso di Redmond sia in ambiente Windows sia Linux. La tecnologia è disponibile al momento in anteprima pubblica. Infine, Windows 10 IoT Enterprise è ora supportato dai system-on-chip Qualcomm Snapdragon per la progettazione di dispositivi always-on sempre connessi.