Microsoft ha a cuore la sostenibilità ambientale. Il problema è controverso perché naturalmente l’industria tecnologica inquina, sia nelle sue attività di produzione hardware e di logistica, sia attraverso grandi masse di rifiuti elettronici difficili da smaltire, sia attraverso i grandi data center hyperscale che rappresentano le fondamenta del cloud computing. Nella cornice del Green Deal l’Europa si sta muovendo, almeno a parole, con grandi impegni programmatici come quello di azzerare l’impatto ambientale dei suoi data center (europei per residenza, ma spesso di proprietà statunitense) entro il 2030. 

Fra i grandi nomi del cloud pubblico c’è naturalmente anche Microsoft e l’azienda non si sottrae alla sfida. Nel 2020, come si legge nell'ultimo report di sostenibilità, ha tagliato le proprie emissioni di carbonio del 6% rispetto all’anno precedente e ha ridotto di 60.000 tonnellate la produzione dei rifiuti solidi provenienti dai propri data center e campus, rifiuti destinati alle discariche e agli inceneritori. Ma questo è solo l’inizio. 

Nella strategia di sostenibilità annunciata a inizio 2020 l’obiettivo più ambizioso di Microsoft è quello di diventare “carbon negative” entro il 2030: dovrà, cioè, non solo ridurre le proprie emissioni di CO2 ma anche contribuire, attivamente, a eliminare gas inquinanti dall’atmosfera. Lo farà con attività di rimboschimento, stoccaggio del carbonio, assistenza a fornitori e clienti (affinché possano a loro volta ridurre il proprio impatto ambientale), ma soprattutto con investimenti in nuove tecnologie per la cattura e la rimozione del carbonio. Finora la società ha già pianificato il finanziamento di 26 progetti che permetteranno di rimuovere 1,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica dall'atmosfera entro l’estate. 

A queste iniziative si affiancano un investimento da un miliardo di dollari per il Climate Innovation Fund (  sviluppo di tecnologie volte a combattere il cambiamento climatico) e ancora l’avvio di una ventina di opere per la ricostituzione delle riserve idriche. Microsoft sta anche collaborando con una serie di associazioni non governative per garantire accesso all’acqua potabile a un milione e mezzo di persone nel mondo.

Anche Minecraft veicola il messaggio ecologista

 

Ulteriore aspetto considerato è l’attività di ricerca scientifica: attraverso il Planetary Computer, piattaforma che fa leva sul cloud di Azure e sull’intelligenza artificiale, sono già stati raccolti 10 petabyte di dati sull’ambiente, utili per supportare organizzazioni, aziende, startup e governi nella realizzazione di progetti di tutela dell’ambiente. Microsoft sta anche cercando di trasformare la propria cultura aziendale: a partire dalla prossima estate, l’avanzamento verso gli obiettivi di sostenibilità sarà uno dei fattori che determineranno la retribuzioni degli executive.

 

Iniziativa di educazione e comunicazione interessante è quella che coinvolge Minecraft: dal Minecraft Marketplace “Education Collection” e all’interno di Minecraft: Education Edition è possibile scaricare una mappa (sviluppata insieme a Mojang Studios) che invita i giocatori a esplorare gli obiettivi di sostenibilità di Microsoft e che include, per gli insegnanti, sei lezioni su tematiche ambientali da proporre agli studenti.