Di male in peggio: l’Italia guadagna posizioni nella classifica mondiale dei Paesi più colpiti dai malware. Una classifica in cui nessuno vorrebbe stare al primo posto. Ancora non ci siamo arrivati ma la tendenza non pare a nostro favore se guardiamo agli ultimi monitoraggi di Trend Micro, effettuati mensilmente attraverso la rete di intelligence dell’azienda (fatta di  250 milioni di sensori, i quali bloccano una media di 65 miliardi di minacce all’anno, provenienti per il 90% dalla posta elettronica).

Nell’intero 2020, la media dei malware indirizzati verso l’Italia ci collocata al settimo posto tra i Paesi più colpiti al mondo. A gennaio del 2021 eravamo quindi mentre nel mese di febbraio siamo saliti al quarto posto, preceduti soltanto da Giappone, Stati Uniti e India. A detta di Trend Micro, a febbraio hanno colpito lo Stivale più di 4,6 milioni di malware, e per la precisione 4.643.540. I settori più presi di mira sono stati il manifatturiero, la sanità e la Pubblica Amministrazione.

 

I nostri numeri non sono molto lontani da quelli di un Paese ben più popoloso come è l’India, che nello stesso periodo ha affrontato poco meno di 5 milioni (4,988 milioni) di malware. Ben altri, invece, i volumi di Giappone e Stati Uniti: rispettivamente, circa 27,6 e 21,47 milioni di malware. Al quinto posto per il mese di febbraio si piazza la Germania, con circa 3,9 milioni di attacchi.

 

Per quanto riguarda il nostro Paese, a febbraio la famiglia di software dannosi protagonista degli attacchi rivolti alle aziende e agli enti pubblici è quella di Downad, anche noto come Conficker: un trojan bancario “storico”, la cui scoperta risale addirittura al 2008, che si diffonde sulle reti di sistemi Windows. Tra le minacce rivolte verso gli utenti consumer, invece, al primo posto per diffusione c’è Dridex, un malware specializzato nel sottrarre credenziali bancarie.