Pure Storage mette le mani avanti per anticipare l’obsolescenza degli array all-flash “vecchia maniera”. Sì, perché non solo i sistemi di archiviazione di massa costituiti da batterie di dischi fissi stanno ormai diventando sempre meno adatti per sostenere i business moderni, ma anche le soluzioni dotate di drive a stato solido di prima generazione presentano delle lacune che pian piano stanno emergendo. Tra i principali, risolti ormai praticamente i problemi di capacità (sempre più vicina a quella degli hard disk) e costo, ci sono ancora i colli di bottiglia che si vengono a creare negli array e che hanno come conseguenza quella di ridurre l’efficienza generale dei sistemi. Pure Storage ha cercato di ovviare introducendo su larga scala nuovi supporti flash dotati di tecnologia Nvme.

Acronimo di Non-Volatile Memory express, è un protocollo in circolazione già da diversi anni progettato appositamente per gli Ssd, che ottimizza l’accesso a tutti i drive a stato solidi connessi in un pool tramite il bus Pci Express. Il nuovo prodotto del vendor basato su questa tecnologia si chiama FlashArray//X e unisce componenti hardware e software proprietari chiamati Directflash, sviluppati allo scopo primario di ridurre i colli di bottiglia e di ottimizzare le prestazioni.

Matt Kixmoeller, vice president of product di Pure Storage, ha spiegato che l’azienda vuole rendere più “democratico” e accessibile il Nvme alle imprese, portandolo fuori dalla nicchia di soluzioni in cui oggi viene utilizzato. Si tratta infatti generalmente di prodotti molto costosi e di fascia alta. Partendo da un approccio di storage definito dal software e lavorando sulla propria famiglia di sistemi FlashArray, il vendor ha deciso di basarsi su tre elementi nuovi di zecca.

Il primo è Directflash Software, un modulo che opera all’interno di Purity Operating Environment per una gestione collettiva dei drive flash (per garbage collection, allocazione, ottimizzazione I/O, correzione degli errori) a livello di sistema, che si unisce a DirectFlash Modules per la connessione diretta alle risorse di archiviazione.

 

 

Il vantaggio è che gli Ssd non vengono più configurati come singole unità, ognuna con il proprio controller: il modulo, funzionando come unità di controllo centrale, rende possibile una gestione complessiva dell’array ottimizzandone l’efficienza e aumentando il throughput. I moduli saranno disponibili in tagli da 2,2 TB, 9,1 TB e 18,3 TB: in quest’ultimo caso l’intero FlashArray//X potrà mettere a disposizione fino a 1 PB di storage in un formato 3U standard.

Per consentire un accesso comune al protocollo Nvme, il vendor ha sviluppato infine i nuovi controller X70. Per rimanere in linea con il concetto di democratizzazione espresso prima, Pure Storage ha mantenuto la piena compatibilità con gli array all-flash eventualmente già presenti nelle aziende. In questo modo le imprese potranno utilizzare sia i nuovi drive sia quelli “vecchi”. Ovviamente, con sistemi ibridi di questo tipo non sarà possibile raggiungere il massimo delle performance.

Al momento le nuove soluzioni sono ancora in beta, ma l’obiettivo del vendor è quello di lanciare sul mercato i due moduli più piccoli nel corso del secondo trimestre, mentre l’array più grande dovrebbe arrivare fra luglio e settembre di quest’anno.