Quanto ci costano gli attacchi ransomware? Su scala mondiale, le aziende hanno subìto danni monetari pari a 20 miliardi di dollari lo scorso anno, secondo i calcoli di Check Point Research, divisione di Check Point, derivati dalla rete di threat intelligence dell’azienda. Una cifra superiore del 75% a quella del 2019. E il 2021 non è cominciato bene, tutt’altro. Lo si vede dai casi di attacchi ransomware che hanno fatto notizia (Colonial Pipeline, Toshiba, la rete del servizio sanitario nazionale irlandese, la città di Tulsa) ma anche, ancora una volta, dai numeri.

 

Secondo Check Point, dall’inizio dell’anno a oggi la media del numero degli attacchi è cresciuta dal 57%: tra le cause ci sono anche le vulnerabilità di Microsoft Exchange Server, sfruttate per esempio dal ransomware DearCry. Ma soprattutto, confrontando i primi mesi del 2020 con i primi del 2021, si nota che il numero delle vittime colpite da ransomware è più che raddoppiato (+102%). Fra aprile e maggio, si calcola una media di oltre mille aziende colpite ogni settimana.

 

I settori e i Paesi più colpiti da ransowmare

I tentativi di attacco ransomware non risparmiano nessuno, ma alcuni ambiti sono più bersagliati di altri. In testa c’è il settore sanitario/farmaceutico, che registra una media di 109 tentativi di attacco per singola azienda alla settimana, e seguono le utility (59 attacchi pro capite a settimana) e le aziende dell’assicurativo/legale (34 tentativi). In Europa, tuttavia, il più colpito è il settore della pubblica amministrazione e dei servizi al cittadino,

 

Quanto alle regioni geografiche, in testa alla classifica c’è l’Asia Pacifico, le cui aziende registrano in media 51 tentativi di infezione ransomware pro capite a settimana. Per le organizzazioni europee la media è di 14 tentativi di attacco. Le cinque nazioni più bersagliate sono, nell’ordine, l’India (213 attacchi a settimana per ciascuna azienda), l'Argentina (104), il Cile (103), la Francia (61) e Taiwan (50).