Davvero alle aziende e a chi lavora in smart working serve un’altra soluzione per la videoconferenza e per le riunioni virtuali? Non bastano le tante proposte già affermate sul mercato, come Microsoft Teams, Skype for Business, Google Meet, Cisco Webex e Zoom? Lo scenario è ricco ma anche frammentato: basti pensare che oltre il 60% delle aziende si affida a tre o più fornitori di servizi di videoconferenza. Per Pexip, multinazionale con sede in Norvegia specializzata in piattaforme di videoconferencing, un’altra soluzione serve proprio perché sul mercato ce ne sono troppe. Serve, cioè, una tecnologia che possa collegare e integrare tutte quelle in uso e che fornisca una user experience semplice  e uniforme, a prescindere dall’hardware, dal software di Ucc e dal modello di implementazione scelto. 

 

Pexip fa da “collante”, per così dire, fra le diverse tecnologie di comunicazione video in uso nelle aziende. La sua è una piattaforma scalabile e cloud-nativa che veicola videoconferenze interoperabili con le soluzioni di Microsoft, Google e Zoom, e che permette di registrare dispositivi tradizionali di videoconferencing (per esempio Cisco, Lifesize, Logitech, Poly). Come funziona? L’utente fronteggia una semplice interfaccia da cui accede ai classici strumenti: schermo condiviso, riquadri che mostrano gli altri partecipanti, chat. Ma il livello invisibile sottostante è un’architettura di integrazione che collega fra di loro i sistemi hardware di una sala riunioni e i software di videoconferenza in uso.

 

Per accedere alle stanze è sufficiente aver ricevuto in link di invito e aprirlo tramite browser, senza quindi dover installare ulteriori software. Altro vantaggio per le aziende è la flessibilità di implementazione: Pexip può essere installata on-premise, fruita in abbonamento tramite cloud pubblico (Aws, Azure o Google Cloud), in modalità ibrida e come servizio.

 

Fabio Sambrotta, responsabile commerciale per l’Italia di Pexip

 

La videoconferenza nella “nuova normalità”

 

“Oggi la videoconferenza e la collaborazione in video sono diventate una priorità anche per le aziende italiane”, ha sottolineato durante un incontro con i giornalisti

Fabio Sambrotta, responsabile commerciale per l’Italia. “Il video sarà una dimensione sempre più importante. Gli incontri in videoconferenze passeranno in cinque anni dal rappresentare il 10% del totale, come nell’era pre covid, al 62%”. Il video, dunque, sarà il canale preferenziale per le comunicazioni fra dipendenti, ma anche fra aziende e clienti o fornitori o business partner.

 

“Prima della pandemia ci si incontrava di persona o telefonicamente, ma ora tutto è cambiato”, ha commentato il Ceo dell’azienda, Odd Sverre Østlie. “Torneremo sicuramente in ufficio, ma ci sarà un mix di modalità di comunicazione e avremo bisogno di una certa flessibilità”. L’esperienza dei lockdown lascia in eredità anche altri cambiamenti, a detta dell’amministratore delegato: una maggiore attenzione al tema della sicurezza delle videoconferenze, per esempio, e alla compliance al Gdpr. “Aspetto non meno importante è la qualità”, ha aggiunto il Ceo. “Prima della pandemia non ci si pensava più di tanto, ma ora che utiliizzamo molto di più le comunicazioni video le persone iniziano a fare distinzione fra esperienze di qualità e non di qualità”.

 

Odd Sverre Østlie, Ceo di Pexip

 

Fondata nel 2012, Pexip attualmente conta conta più di 360 dipendenti in 20 Paesi, un numero quasi doppio rispetto a quello del 2019. L’anno scorso, infatti, è stato un anno di boom, in cui il fatturato è cresciuto di oltre l’80% superando i 660 milioni di euro. Sull’onda di una domanda al rialzo, la società ha scelto di investire sul mercato italiano operando con team locale e attivando alleanze strategiche con altri vendor, come quella con Logitech per portare avanti un’azione commerciale congiunta. Attualmente Pexip vanta tra i propri clienti il 40% delle società quotate sull’indice Ftse MiB e considera come settori strategici banche e finanza, energia, manifattura, impiantistica e Pubblica Amministrazione, in particolare educazione e sanità. 

 

Addio alla frammentazione
 

“Fin dall’inizio il nostro mantra è stato di mettere in comunicazione i diversi silos della collaboration”, ha rimarcato Sambrotta. “Oggi le aziende ricercano un'esperienza audio e video che sia la migliore possibile, e inoltre vogliono una soluzione che sia aperta all'integrazione con altre, che assicuri la protezione dei dati personali e aziendali in conformità con il Gdpr. Vogliono, poi, ottenere un’adozione diffusa, facendo in modo che la gran parte dei dipendenti usi lo strumento che l’IT mette a disposizione”.

 

La moltiplicazione delle applicazioni può rappresentare un problema

 

Per ottenere alti tassi di adozione, come intuibile, una buona user experience è cruciale: nessun dipendente vorrà usare una soluzione che funziona male e che fa perdere tempo. “Grazie alla intelligenza artificiale e alle integrazioni con le diverse piattaforme hardware, software e browser, l’esperienza sarà sempre ottimale indipendentemente dai dispositivi e dai programmi usati”, ha assicurato il sales manager.

 

Ma la videoconferenza sarà mai tanto facile e “naturale”, al punto di sostituirsi completamente agli incontri faccia a faccia? “Niente potrà mai sostituire un incontro di persona”, ha ammesso Sambrotta. “Pexip però cerca di rendere il più naturale e il più rilassante possibile la partecipazione a una videoconferenza, riducendo il fenomeno della video fatigue, che oggi in tanti sperimentano. Sicuramente il nostro lavoro va in direzione del miglioramento dell’esperienza della videoconferenza. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, possiamo dire di essere in grado di garantirla in pieno. Ci adattiamo agli strumenti dei nostri clienti, e non viceversa”.