Soprattutto nelle situazioni di picco del traffico, a tutti è capitato di chiedersi se i cantieri sulle autostrade italiane non potessero essere programmati in modo da ridurre l’impatto sulla salute e la pazienza degli automobilisti. È probabile che la situazione possa migliorare d’ora in avanti, ma solo perché da poco più di un anno Autostrade per l’Italia (Aspi) ha avviato un vero e proprio processo di trasformazione digitale, con l’arrivo del nuovo Cio, Francesco Del Greco e la creazione di una direzione It indipendente (in precedenza faceva capo alle risorse umane), dotata di un congruo budget.

La nuova impostazione di Aspi parte dalla semplificazione e standardizzazione delle piattaforme, ma soprattutto dalla democratizzazione del dato: “Dovevamo produrre risultati nel breve termine”, ricorda Del Greco, “per cui abbiamo scelto di far arrivare le informazioni più preziose e puntuali al top management, con dashboard chiare e di agevole lettura. In sei mesi abbiamo creato circa 135 Kpi utilizzando Tibco Spotfire, lavorando sulla qualità dei dati e l’integrazione con strumenti di visualizzazione. In questo modo, abbiamo razionalizzato una reportistica prima gestita in modo disomogeneo, con carta, presentazioni Powerpoint, file Pdf e simili. Oggi le riunioni del Cda si fanno sulla base di queste dashboard”.

Uno degli obiettivi di fondo di Autostrade per l’Italia è riuscire ad avere un quadro completo e preciso degli interventi di costruzione e manutenzione, per minimizzare la ricaduta sugli utenti. Per questo, sul data lake sono stati caricati i dati di tutto il traffico degli ultimi vent’anni, come base per analisi realizzate con algoritmi di intelligenza artificiale, allo scopo di prevenire gli effetti di eventuali interventi. Gli strumenti di Tibco si occupano di un processo che parte dall’ingestione dei dati e propone analisi costruite sugli indicatori di riferimento. Data lake e dashboard sono gli strumenti essenziali di un processo di trasformazione tuttora in corso e destinato a rendere i dati disponibili a tutti, con “stanze” costruite all’interno per delimitare il raggio d’azione di ogni dipartimento.

Francesco Del Greco, Cio di Autostrade per l'Italia e Gianfranco Naso, regional vice president South West Emea di Tibco

Pulizia e qualità dei dati diventano elementi fondamentali per raggiungere risultati significativi, ma i processi correlati richiedono tempo e passano da un’inevitabile opera di razionalizzazione tecnologica: “Nel tempo, c’è stata una costante e disordinata introduzione di nuove applicazioni, arrivate a superare le 1.200”, lamenta Del Greco. “L’effetto-spaghetti è intuibile e su questo stiamo intervenendo per mettere ordine, a partire da una design authority da poco istituita e posta sotto la guida del chief data officer, figura di recentissima definizione. Per ogni area, dobbiamo avere un’unica applicazione di riferimento, non solo Tibco per gli analytics, ma anche Sap per l’Erp, Salesforce per il Crm, Aws per il cloud o Servicenow per i workflow. Un ecosistema di Api ci aiuta, poi, a modellare ed esporre il dato una sola volta. Il processo sta avvenendo con attenzione, per non compromettere l’operatività con un pericoloso big bang”.

A detta del Cio, Tibco è stata scelta per la completezza della soluzione proposta e la semplicità di costruzione e uso delle dashboard: “La nostra piattaforma va a lavorare sui processi interni, per poi normalizzare i dati e renderli accessibili in una logica di velocità di messa a punto e correttezza del dato”, spiega Gianfranco Naso, regional vice president South West Emea di Tibco. “La nostra è un’offerta end-to-end completa, ma anche modulare, per consentire di poter lavorare per step progressivi. Recentemente siamo stati scelti anche da Istat e da una delle più grandi aziende italiane della grande distribuzione alimentare, in quest’ultimo caso per la razionalizzazione della supply chain e come infrastruttura di integrazione dei sistemi di back-office e logistica”.