Sotto la denominazione di Connected Intelligence Cloud, si cela la piattaforma che Tibco offre oggi alle aziende che hanno necessità di collegare fra loro dati eterogenei, assicurare una governance efficace delle loro informazioni e arricchire i risultati ottenuti.

Si può legittimamente affermare che questa tecnologia sia il frutto di un cammino lungo e articolato, partito già nel 2007 con l’acquisizione di Spotfire e proseguito a breve distanza con quella di Jaspersoft. Nata nel middleware di integrazione enterprise, l’azienda ha compiuto, con queste mosse, il passo di espansione verso il mondo business analytics. Diverse altre analoghe operazioni sono seguite, inglobando via via StreamBase, Mashery, il business di data virtualization Composite di Cisco e altre realtà. Dopo una fase di rallentamento seguita alla decisione, nel 2014, di uscire dalla quotazione in Borsa, il processo è ripartito in tempi più recenti con le acquisizioni di Scribe Software (sviluppo applicativo integrato), Orchestra Networks (Master data management) e, recentemente, Snappy Data (analytic data fabric unificata).

La proposta di una piattaforma unificata nasce dalla volontà di semplificare i processi di elaborazione e integrazione dei dati necessari per poi prendere decisioni e sviluppare applicazioni: “Le aziende di successo, oggi, stanno guardando soprattutto alla consumer expectation e all’ottimizzazione dei costi”, sottolinea Maurizio Canton, Cto di Tibco Emea. “La parola magica che apre molte porte è flessibilità, per indirizzare ambienti ibridi, supportare lo sviluppo agile e l’integrazione di diverse componenti via Api”. L’ambizione sottostante è proporre uno strumento singolo per rispondere alle esigenze di differenti profili aziendali, che si tratti di utenti di business, sviluppatori o team It, lasciando alle aziende la scelta di fruizione on premise, su container o in cloud, visto che il codice è comune a ogni ambiente.

Maurizio Canton, Cto di Tibco Emea

 

L’impegno di Tibco si è esteso anche al mondo open source, al quale appartiene il progetto Flogo, un framework Web che permette a sviluppatori terzi, produttori di software e di apparecchiature di creare le proprie user experience, oltre a portare processi verso l’edge computing in un’ottica di sviluppo IoT. Il vendor ha creato anche un’implementazione di Kafka Apache per fare streaming di dati a volume.

L’evoluzione di Tibco negli anni recenti sembra aver pagato, visto che oggi l’azienda conta su oltre 3.500 clienti e in Italia ne ha acquisiti 35 nuovi solo negli ultimi 18 mesi. Fra i progetti più significativi, si può citare quello globale con il team di Formula 1 di Mercedes, per l’analisi dei dati in tempo reale sulle prestazioni delle macchine e quello più locale con Aeroporti di Roma, soprattutto per la gestione dei passeggeri e anche per offrire servizi ai clienti che hanno negozi all’interno delle strutture aeroportuali: “Si rivolgono a noi aziende che hanno l’obiettivo di ampliare la conoscenza dei loro clienti e vogliono sfruttare la possibilità di integrare dati di varia provenienza, analizzandoli con algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning per migliorare l’offerta di servizi”, commenta Gianfranco Naso, regional vicepresident per l’Europa Sud Occidentale.

Gianfranco Naso, regional vicepresident Tibco per l’Europa Sud Occidentale