ByteDance, l'azienda cinese proprietaria di TikTok, non potrà vendere le operazioni Usa della popolare app senza l'autorizzazione del governo cinese. È quanto prevedono le nuove restrizioni, pubblicate il 28 agosto dal Ministero del Commercio di Pechino, che riguardano l’export di alcune tecnologie di intelligenza artificiale.

Il provvedimento, secondo quanto riportato da Bloomberg, è stato motivato con la necessità di salvaguardare la sicurezza nazionale. Una frase ricorrente in questo momento, la stessa che Trump ha usato per giustificare i suoi due ordini esecutivi, accusando ByteDance di fare spionaggio per conto del governo cinese, e imponendo all’azienda cinese di vendere le sue attività negli Stati Uniti a un’azienda americana

Le nuove restrizioni di Pechino complicano i negoziati in corso tra ByteDance e Microsoft, in cordata con Walmart, e Oracle. Le trattative sembravano quasi concluse per un’operazione il cui valore dovrebbe collocarsi tra 20 e 30 miliardi di dollari. Adesso la situazione potrebbe cambiare in quanto la casa madre di TikTok ha fatto sapere, attraverso una dichiarazione ufficiale, di essere a conoscenza della decisione del governo cinese e di volerla rispettare rigorosamente. La partita è comunque ancora aperta perché Trump, nel secondo ordine esecutivo, ha concesso a ByteDance una proroga e i tempi si sono allungati fino al 12 novembre.