Forse ripeterlo non serve più, ma i numeri non ci permettono di fare altro: il cloud è sempre più la miniera d’oro dei grandi player tecnologici. Lo confermano ancora una volta i conti trimestrali di Microsoft e Alphabet, holding di Google, che hanno comunicato i dettagli delle proprie performance nella serata italiana di ieri. Il colosso di Redmond ha chiuso il Q2 dell’anno fiscale 2017 con un fatturato di 24,1 miliardi di dollari (più 1%) e ricavi per 5,2 miliardi (più 4%). L’utile per azione diluito si è attestato a 66 centesimi (più 6%). Tutti i principali indicatori si sono rivelati superiori alle attese degli analisti. Prima di passare all’analisi dei singoli prodotti, va ricordato che nel corso del secondo trimestre, precisamente l’8 dicembre scorso, Microsoft ha definitivamente chiuso l’acquisizione di Linkedin. Questo è il primo report periodico che indica anche le cifre delle prestazioni del social network professionale pagato circa 26 miliardi di dollari.

Le attività di Linkedin sono state incluse nel segmento Productivity and Business Processes, che in totale ha generato un fatturato di 7,4 miliardi di dollari (più 10% anno su anno): il giro d’affari legato al social network, calcolato dall’8 al 31 dicembre, è stato di 228 milioni, con perdite nette per cento milioni di dollari.

Rimanendo in questo segmento, vanno sottolineati i numeri delle soluzioni Office, che nella versione 365 business ha registrato una crescita del 47 per cento in termini di fatturato. Si è comportata bene anche la suite consumer, con un giro d’affari in aumento di 22 punti percentuali e sottoscrizioni in salita a 24,9 milioni. I prodotti Dynamics hanno inoltre fatto un balzo in avanti del 7 per cento, guidati dalla crescita di Dynamics 365.

La divisione Intelligent Cloud ha portato in cassa 6,9 miliardi di dollari ed è quindi salita di otto punti. Nel dettaglio, le soluzioni server e i servizi sulla nuvola sono cresciuti del 12 per cento e la piattaforma Azure ha registrato l’ennesimo boom, con un fatturato in aumento del 93 per cento. L’unico passo falso è quello degli enterprise service, che hanno riportato un giro d’affari in flessione di quattro punti.

 

Fonte: Microsoft

 

Lasciata ormai in fondo al documento di Microsoft, la divisione More Personal Computing ha registrato un fatturato di 11,8 miliardi di dollari, arretrato quindi del 5 per cento anno su anno. Il primo responsabile è il business dei cellulari, ormai dato per morto (nel 2016 il gruppo si è disfatto dei feature phone), anche se le licenze Oem e aziendali di Windows continuano a difendersi (più 5%).

 

Non solo cloud per Alphabet: sul podio ricerche da mobile e Youtube

Se Microsoft è riuscita a superare la attese dei mercati, non si può dire lo stesso per la holding di Google. Dal punto di vista dell’utile per azione diluito, nell’ultimo trimestre del 2016 Alphabet ha registrato 9,36 dollari per azione, contro i 9,64 previsti dagli analisti. Come sottolineato dall’azienda, nel periodo ottobre-dicembre i ricavi hanno risentito di un maggiore carico fiscale. Complessivamente, comunque, si è trattata di un’altra trimestrale solida. Il fatturato è stato di 26,1 miliardi di dollari, in crescita del 22 per cento anno su anno, con ricavi per 5,3 miliardi (più 8,3%).

I numeri specifici della piattaforma cloud non sono stati pubblicati, ma Sundar Pichai, Ceo di Google, ha sottolineato come nel 2017 questi servizi rappresenteranno una delle principali aree di investimento e di assunzioni per il gruppo californiano. Le altre saranno quelle di data analytics e di sicurezza, dove la società si aspetta di “emergere come leader”. Il successo di questi prodotti è dato in particolar modo dall’implementazione di nuove tecnologie di intelligenza artificiale: Alphabet ne ha lanciate ben 350 nel corso del 2016.

Stellare come sempre la raccolta pubblicitaria grazie al motore di ricerca, che ha rappresentato ancora la principale fonte di fatturato: si parla di 22,4 miliardi di dollari, in crescita del 17,4 per cento. Hardware, applicazioni e soluzioni cloud hanno totalizzato insieme 3,4 miliardi, in aumento del 62 per cento. Nessuna cifra dettagliata è stata pubblicata per i Pixel, la linea di dispositivi mobili interamente made in Google lanciata lo scorso ottobre.

 

Fonte: Alphabet

 

Male come sempre la divisione Other Bets, che include tutti i progetti sperimentali (i cosiddetti moonshots come gli occhiali smart, Project Loon, Project Wing e Google Fiber). Le perdite operative sono state pari a 1,08 miliardi di dollari, in contrazione rispetto ai 1,21 miliardi dello stesso periodo del 2015.