Anche per Hpe, come per molti altri vendor, il cloud è un importante ingrediente di strategia e un chiaro indizio di ciò che sta diventando un’azienda un tempo sinonimo di macchine hardware da installare on-premise. Ma più del cloud come tecnologia è importante la filosofia del “servizio”, alla cui diffusione negli ultimi anni la nuvola ha certamente contribuito. Da Las Vegas, dove è in corso la convention “Discover 2019”, Hpe ha annunciato non solo nuovi prodotti e nuove alleanze, ma un obiettivo più generale: vuole trasformarsi in una “società as-a-Service”. Succederà gradualmente, da qui al 2022, quando l’intera offerta di sistemi, software e servizi sarà disponibile attraverso sottoscrizioni, proponendo dunque al cliente non di pagare una tantum per acquistare qualcosa, ma di impegnarsi a sottoscrivere un abbonamento. Con il vantaggio di evitare un costo iniziale ammortizzabile chissà quando, ma anche di poter cambiare idea, correggere il tiro e spendere solo quanto realmente necessario grazie a modelli “pay per use”.

 

Tutta l’offerta, dunque, da qui a tre anni sarà fruibile in modalità “as-a-Service”, come già parzialmente avviene per le soluzioni oggi racchiuse in Hpe Greenlake. Allo stesso tempo, tuttavia, l’azienda continuerà a proporre hardware e software in vendita, secondo il modello tradizionale, o in licenza. Libertà di scelta, dunque. In ogni caso, per tirar acqua al suo mulino (anzi, al “lago verde”), Hpe ha citato l’altissima percentuale di rinnovi dei contratti di GreenLake, 99%, e il fatto che si possano ottenere risparmi importanti. Secondo un’analisi commissionata Forrester dalla stessa Hpe, scegliendo Greenlake si possono ridurre i costi fissi del 30% (il problema dell’overprovisioning chiaramente non si verifica), quelli di assistenza del 90% e i tempi necessari a realizzare progetti It del 65%.

 

“Ci troviamo a un punto di svolta del mercato”, ha dichiarato Antonio Neri, presidente e amministratore delegato di Hpe. “Tutti sono consapevoli del fatto che i clienti desiderino ottenere la tecnologia sotto forma di servizio, ma lo vogliono anche alle proprie condizioni.  L’approccio distintivo di Hpe verso il modello as-a-Service, che offre ai clienti scelta, flessibilità e controllo, è l'elemento dietro l'enorme successo di Hpe GreenLake”. In effetti è questa, attualmente, la parte di offerta più in crescita nell’intero portfolio, e si contano ormai 600 clienti e una mole di contratti complessivamente ammontanti a 2,8 miliardi di dollari.

 

Nei prossimi anni l’attuale offerta sarà ampliata e riorganizzata, dato che “rimodelleremo Hpe e trasformeremo il mercato con un nuovo e più efficace sistema di proposte as-a-Service”, ha spiegato Neri. L’offerta di GreenLake sarà estesa  a nuovi segmenti di mercato e proporrà nuove modalità di utilizzo, anche attraverso il canale dei partner. Debutteranno nuove proposte rivolte alle aziende di medie dimensioni, nuovi servizi per gli ambienti edge, e nuove e rafforzate partnership con CyrusOne, Equinix e Google Cloud.

 

In attesa del compimento della strategia, per ora da Las Vegas sono state annunciate alcune novità. Debuttano cinque ulteriori proposte di workload as-a-Service preconfigurati (rispettivamente dedicati a computing, database, cloud privati, storage e virtualizzazione) per le aziende di medie dimensioni. Per i clienti che desiderino utilizzare un data center esterno per le proprie applicazioni GreenLake, Hpe ha siglato accordi con CyrusOne ed Equinix. Per le applicazioni edge, invece, è ora disponibile una nuova proposta NaaS (Network-as-a-Service) di Aruba, società appartenente al gruppo Hewlett Packard Enterprise. Ci sono poi due novità per i partner di canale: uno strumento self-service per la generazione di preventivi (GreenLake Quick Quote) e un chatbot che risponde a domande frequenti e indirizza le richieste più complesse verso il team di supporto commerciale.