Vaio, Toshiba e Fujitsu sono quasi pronte a celebrare il “matrimonio a tre” il cui scopo è guadagnare peso nel mercato giapponese e mondiale dei Pc. Una fusione – non delle intere società, ma delle rispettive business unit dedicate ai computer – su cui da qualche mese circolano indiscrezioni e su cui ora Bloomberg ha fatto calare una conferma. Conferma che, per una volta, non è arrivata da fonti anonime bensì da Hidemi Moue, chief executive officer di Japan Industrial Partners, il fondo d’investimento che detiene il 95% della proprietà di Vaio (già spin-off di Sony).

Bloomberg attribuisce al Ceo l’affermazione secondo cui l’accordo sarà siglato verso la fine di marzo. Il risultato sarà una new company formata da parte delle attività (quelle relative ai Pc) di Toshiba, Fujitsu e Vaio, con quest’ultima nel ruolo di maggiore azionista. A Vaio spetterà anche l’onere di campeggiare come nome dell’azienda e come marchio impresso sull’offerta di Pc.

La fusione ha più di una ragione d’essere, a cominciare dalla necessità di creare massa critica in un mercato in calo, che nel 2015 ha toccato il minimo storico di sette anni sia secondo Idc sia secondo Gartner, con meno di 300 milioni di unità vendute. “Il mercato dei Pc si sta restringendo”, ha commentato Moue, “il che significa che c’è un valore nel lavorare insieme per ottenere il massimo dall’attività di ricerca, dai volumi di produzione e dai canali di marketing”. Mettendo insieme gli attuali market share di Toshiba, Fujitsu e Vaio, la nuova società avrà sotto controllo circa il 30% del mercato giapponese e circa il 6% di quello mondiale.

 

 

A detta dell’amministratore delegato di Japan Industrial Partners, inoltre, l’unione a tre teste comporterà solo una “minima cannibalizzazione”, dato il diverso posizionamento e la diversa forza geografica degli attori in gioco. Vaio è popolare soprattutto in Giappone e fra l’utenza consumer, mentre Toshiba e Fujitsu hanno un peso significativo, rispettivamente, in Nord America e in Europa. Gli analisti di Bloomberg hanno comunque espresso qualche perplessità sul successo dell’operazione al di fuori dei confini giapponesi.