Vmware chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2019 registrando una crescita dei ricavi del 14 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018. Un incremento riscontrato tanto nei ricavi derivanti dalle licenze quanto dai servizi, in aumento rispettivamente del 21 per cento e del 9 per cento. Il risultato è un margine operativo netto pari a 382 milioni di dollari, superiore del 47 per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno fiscale 2018. I dati superano le stime degli analisti per il quinto trimestre consecutivo, confermando la solidità della società di Palo Alto. L’analista Edward Parker di Btig attribuisce il merito per gli esiti positivi al lavoro della società con Dell, che ha confermato l’ipotesi di “fusione inversa” con Vmware con l’obiettivo di una nuova quotazione su Wall Street.

Oltre a una strategia di business consolidata, la società deve l’incremento degli utili alla validità dei prodotti offerti. Gli stessi sono infatti trainati dalla sempre maggiore domanda di software targati Vmware da parte delle imprese, che in essi vedono un’opportunità di riduzione dei costi e miglioramento dell’efficienza.

C’è però da sottolineare che l’utile netto del Q1 2018 comprende anche il guadagno generato dall’Ipo di Pivotal Software (781 milioni di dollari), compagnia di cloud computing nata nel 2012 dopo lo spin out deciso da Emc e Vmware. I risultati positivi costituiscono però anche una prima reale valutazione della partnership con Amazon Web Services, con la quale nel 2016 l’azienda di virtualizzazione annunciò un’alleanza strategica.