Il Pc, strumento trasversale al lavoro e al tempo libero, è ancora il re fra i device scelti dagli italiani per connettersi a Internet. Il mondo mobile di smartphone e tablet, però, avanza. Questo il quadro emerso dai nuovi dati di Audiweb sull’audience online dei primi nove mesi di quest’anno, report che registra, come primo dato di fondo, una crescita del 13,2% (ottobre 2012 vs ottobre 2011) degli internauti che accedono alla rete da Pc, con 14,8 milioni di utenti online e un’ora e 26 minuti di fruizione pro capite nel giorno medio a ottobre.

L'accesso domestico al Web in Italia nei primi nove mesi del 2012 (Fonte: Audiweb Trends)


Secondo Audiweb Trends, il report di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con Doxa, la percentuale di italiani di età compresa fra gli 11 e i 74 anni che oggi dichiara di connettersi a Internet da più luoghi e attraverso più strumenti è oggi del 79%, un dato corrispondente a 38 milioni di cittadini.

Tra questi, 16 milioni (circa il 33% della popolazione inclusa nello studio) utilizzano a questo scopo il proprio telefono cellulare o smartphone, mentre 2,4 milioni di utenti (il 4,9%) ricorrono al tablet. E nonostante l’avanzare dei device mobili, come si diceva anche l’accesso “tradizionale” da Pc non mostra segni di cedimento, crescendo del 13,2% in un anno. Più precisamente, fra gennaio e ottobre il 69% delle famiglie italiane, cioè 15 milioni, dichiara di avere un computer di proprietà, e fra queste 14 milioni dispongono anche di una connessione Internet domestica.

La situazione è più arretrata se si analizza la diffusione della banda larga, oggi una realtà per 9,8 milioni di nuclei familiari (cioè per circa il 70% di coloro che si collegano a Internet da casa e tramite un Pc di proprietà), la stragrande maggioranza delle quali (9,2 milioni) ha optato per abbonamenti in formula flat. L’accesso attraverso chiavette Internet è sfruttato dal 27,4% delle famiglie connesse, una percentuale pari a 3,9 milioni.

Velocità di connessione a parte, l’accesso al Web è diffuso fra tutti i profili docio-demografici, con picchi più alti in alcune categorie quali quella dei giovani under 35 (90% di penetrazione), dei laureati (98,1%), dei diplomati (93,6%), dei dirigenti, quadri e docenti universitari (il 100% degli intervistati che ricoprono una di queste posizioni), a ancora tra gli imprenditori e liberi professionisti (98%), gli impiegati e insegnanti (97,7%).

Chi accede, invece, al Web da mobile? Questo sottoinsieme include il 36% degli uomini e il 30% delle donne, in particolare giovani (il 50% degli 11-17enni e il 53,5% dei 18-34enni), con tassi di concentrazione più elevati tra i livelli più alti di istruzione e condizione professionale. Più in dettaglio, dichiarano di accedere a Internet da mobile il 49,3% dei laureati, il 43,4% dei diplomati, il 59,5% degli imprenditori e liberi professionisti e il 53,8% dei dirigenti, quadri e docenti universitari. Gli studenti presentano un tasso di penetrazione dell’accesso da telefono cellularesmartphone superiore al 50%: 55,6% per gli universitari e 52,6% per chi frequenta scuole medie e superiori.

I device utilizzati per navigare in Internet o accedere a servizi e contenuti


Quanto poi alle motivazioni di utilizzo, 10,6 milioni di italiani si sono già affidati al proprio smartphone per navigare su Internet. Tra le attività più citate, nel 58,4% dei casi è indicata una generica navigazione Web, nel 33,4% l’invio e ricezione di email, nel 32,5% l’accesso ai social network e nel 31,3% la consultazione di motori di ricerca. Sono, inoltre, 4 milioni coloro che dichiarano di aver scaricato e utilizzato almeno una volta un’applicazione; tra quelle usate negli ultimi 30 giorni, spiccano i giochi (53,6%), i servizi meteo (51%), le app che permettono di accedere e chattare sui social network (47,1%), mappe, itinerari, informazioni sul traffico (41,3%) e strumenti per foto e immagini (39,3%).