Acer ha acquisito la statunitense iGware per 320 milioni di dollari, ed è così entrata nel mondo del cloud computing. iGWare è infatti specializzata in tecnologie cloud, che Acer vuole mettere a frutto per entrare in un mercato finora alieno alle proprie strategie.
Le "nuvole" del cielo si riflettono sulla sede di Acer
Le tecnologie iGware sono già compatibili con milioni di dispositivi esistenti, e sono quindi "pronte all'uso", qualsiasi siano i piani di Acer. Dopo che l'operazione sarà completa, l'azienda acquisita sarà ribattezzata Acer Cloud Technology Company e saranno create delle sussidiarie dell’azienda in Taiwan e in Cina.
J.T. Wang, presidente e AD di Acer, ha espresso entusiasmo per l'operazione, che secondo lui darà un grande contributo alla crescita di Acer. Non si conoscono dettagli sugli obiettivi e le operazioni futuro, ma lo stesso Wang ci offre qualche indizio. "L’obiettivo di Acer Cloud è permettere ai nostri utenti di utilizzare i device, i contenuti e le risorse in modo semplice e immediato, consentendo una facile integrazione di tutti i prodotti Acer (PC, tablet e smartphone) all’interno di un ambiente sicuro e protetto."
Insomma, una "nuvola" con la quale l'utente potrà accedere ai propri dati facilmente da ogni dispositivo, un collegamento che renda più armonioso l'ecosistema digitale delle persone – a condizione che si tratti di un ecosistema monomarca. Le reazioni degli analisti per ora sono contrastanti, sopratutto per quanto riguarda il nuovo legame che si crea tra Acer e Nintendo - uno dei principali clienti di iGware - e che potrebbe sfociare in un'inedita alleanza.
Le parole di Wang rimandano direttamente alla strategia di Apple, che con iCloud sta facendo più o meno la stessa cosa. I vantaggi sono evidenti, ma resta da vedere quando saranno determinanti per le scelte di acquisto degli utenti.
Se per Apple iCloud è una novità assoluta, nel caso di Acer si entra in un terreno nebbioso. Dopotutto Acer propone prodotti Android, e ciò significa che gli utenti hanno accesso al sistema cloud di Google. Quanto saranno interessati a una duplicazione, o sovrapposizione di servizi?