12/05/2012 di Redazione

Allerta dell'FBI: il Wi-Fi negli hotel è pericoloso

Stando a un rapporto emesso dall'Agenzia Federale Usa, collegarsi via wireless dalle camere d'albergo è pericoloso, perché si potrebbero scaricare facilmente malware e programmi per il furto di dati personali. In particolare, sono da evitare aggiornamenti

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L'FBI ha diramato un'allerta in cui segnala ai viaggiatori che c'è stato un aumento di contagi da software dannosi per i computer che si connettono ai Wi-Fi degli hotel statunitensi. Nel documento si legge infatti che "recenti analisi dell'FBI e di altre agenzie governative dimostrano che gli hacker stanno prendendo di mira i viaggiatori visualizzando pop-up durante la connessione a Internet dalle loro camere d'albergo".

Secondo l'FBI la connessione Wi-Fi degli hotel non è sicura

Non sono stati fatti i nomi di particolari catene alberghiere, né sui programmi potenzialmente minacciosi e questo ovviamente ha alzato ancora di più la preoccupazione fra gli utenti. La raccomandazione del Federal Bureau of Investigation è rivolta pertanto a tutto il personale governativo, ai dipendenti di aziende private e al personale accademico: prestare la massima attenzione prima di aggiornare i propri software tramite la connessione a Internet dell'hotel

In questo frangente infatti sembra che vengano visualizzate finestre pop-up in cui l'utente viene allertato circa la necessità di aggiornare un prodotto software. Se si accetta il suggerimento al posto dell'upgrade verrà installato un software dannoso. Meglio verificare sempre l'autore o il certificato digitale di qualsiasi upgrade richiesto e accertarsi che corrisponda al fornitore del software, ma meglio ancora fare tutti gli aggiornamenti software prima del viaggio, scaricandoli direttamente dal sito del produttore del software.

Stando ai rapporti dell'IC3, sembra che la conseguenza più massiva sia il furto di dati personali che in seguito saranno usati per frodare il governo con false dichiarazioni fiscali. Non mancano poi i casi, comunque diffusi, di furto di identità per perpetrare truffe sugli investimenti.

Anche se non si leggono conferme nella documentazione federale, in precedenza nelle segnalazioni dell'IC3 era stato preso di mira in particolare l'exploit Blackhole, che consente di sfruttare vulnerabilità di applicazioni come Java e Flash. 

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