Grandi progetti, ma ancora sulla carta, e passi concreti (nemmeno tanto piccoli) per Amazon. Il colosso dell’e-commerce e dell’editoria digitale oggi estende il suo App-Shop in altri angoli del mondo, arrivando a poter contare 200 Paesi nella lista di quelli che possono scaricare giochi e applicazioni per Android e per Kindle Fire, gratuitamente e a pagamento.
Un rendering del nuovo quartiere generale che sorgerà a Seattle
Inoltre, come annunciato sul
blog degli sviluppatori di Amazon, il popolare tablet da 7 pollici allargherà a sua volta il raggio d’azione: dal giorno 13 giugno, infatti, il Kindle Fire sarà acquistabile in 170 Paesi. Un’ulteriore espansione rispetto a quella fatta recentemente da Amazon portando il suo prodotto, già best seller negli Stati Uniti, anche in Italia, Canada, Germania, Francia e Spagna. Nei prossimi mesi, inoltre, l’App-Shop sarà disponibile anche in portoghese per i clienti del Brasile.
“Ampliando ulteriormente la distribuzione di applicazioni a milioni di clienti in tutto il mondo, continuiamo a dar loro la possibilità di scaricare facilmente e godere delle applicazioni Amazon su Kindle Fire o qualsiasi altro dispositivo Android”, ha dichiarato
Mike George, vice president applicazioni e giochi presso Amazon. Parole lineari e semplici, che però sottintendono un elemento importante: e cioè il successo di quello che è stato il primo vero “tablet low cost”, nato quasi come una sperimentazione da un’azienda che finora aveva prodotto solo ebook reader e che invece è arrivato a condizionare l’intero mercato, spingendo i concorrenti a creare alternative proprie a prezzi che potessero competere con quelli di Amazon.
Quanto ai progetti più a lungo termine, è certamente affascinante quello presentato in questi giorni per il
nuovo quartiere generale dell’azienda, che dovrà sorgere a Seattle su tre isolati acquistati da Amazon per 207,5 milioni di dollari. Le tempistiche parlano del 2016, e ci vorrà certamente tempo per mettere in piedi quanto pianificato: una sede spartita su tre “biosgefere” giganti, cioè edifici di forma sferica alti tra i 24 e i 28 metri, concepiti come delle serre ed effettivamente riempiti di piante in un curioso connubio fra tecnologia e natura.
Un connubio che tuttavia, a pensarci bene, nella verde Seattle non stupisce più di tanto e che potrà forse competere, in quanto a futurismo, con l’edificio a forma di anello (o di navetta spaziale) che Apple sta realizzando a Cupertino. Le “sfere” in cui lavoreranno i dipendenti Amazon non verranno aperte al pubblico, ma saranno circondate da un’area verde accessibile anche ai cittadini.