Doveva essere l’incontro riparatore, quello che – ispirato dal giudice della Corte federale di San Francisco – doveva mettere la parola fine alla battaglia legale in atto da circa un anno fra Apple e Samsung. E invece niente. Nulla di fatto. Tutte le ipotesi circolate alla vigilia dell’incontro sono quindi cadute, ea cominciare dall’idea di uno scambio incrociato di licenze per l’uso dei brevetti subito smentiti dai portavoce della Samsung.
Tim Cook, Ceo di Apple, e Choi Gee-sung, Ceo di Samsung
A rendere i noti i dettagli del meeting californiana al quale hanno partecipato Tim Cook (Ceo di Apple), Choi Gee-sung e Jong- kyun Shin (Ceo e responsabile della divisione di telefonia mobile di Samsung) è stato il magazine
Korea Times, che in buona sostanza fa sapere come le due parti siano rimaste arroccate sulle proprie posizioni durante i due giorni dell’incontro.
La guerra in tribunale è quindi destinata a proseguire e questo perché le due regine in campo smartphone rivendicano a vicenda diritti nei confronti dell’altra. Samsung è convinta che Apple debba pagare la licenza per l’utilizzo della tecnologia wireless, mentre l’azienda di Cupertino pretende che la casa coreana sia tenuta a riconoscerle una penale salatissima per aver copiato il design di iPhone ed iPad.
Sta di fatto che le vertenze legali fra le due compagnie rimangono pendenti e riguardano almeno 16 brevetti, cinque violazioni del cosiddetto “trade dress” (ovvero le caratteristiche distintive d’un prodotto e del suo packaging, protette dal Lanham Act) e un’ipotesi di infrazione delle normative Antitrust.
C’è però chi, e nella fattispecie il The Korea Herald, che assicura come l’incontro abbia generato i suoi frutti sottoforma di diversi accordi che il gigante coreano potrebbe rendere pubblici entro la fine della settimana. Di sicuro c’è invece l’appuntamento fissato il 27 giugno in tribunale davanti al giudice.