28/05/2012 di Redazione

Big Data, cloud, back up e recovery: EMC alza il tiro

La società americana, in occasione dell'EMC World 2012, ha incasellato una raffica di annunci, promettendo prestazioni al top rispetto alla concorrenza. Come quelle di Avamar in ambienti VMware o della piattaforma Atmos, capace ora di gestire un sistema n

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È stata come di consueto una vera e propria abbuffata di annunci l’edizione dell’EMC World, tenutosi la scorsa settimana a Las Vegas. E i temi caldi affrontati dal colosso americano dello storage a livello enterprise sono più noti: Big Data e cloud, back up e disaster recovery.

EMC Atmos


Nell’ambito dei sistemi e dei software di deduplica, per esempio, hanno fatto capolino Data Domain DD9900 ed Avamar 6.1, appliance di backup ad alte prestazioni e scalabilità fra loro interoperabili che l’azienda propone come nuova frontiera in campo backup e ripristino in relazione alle esigenze dettate dai Big Data e dal Cloud.

La promessa di EMC è in sostanza quella di svincolare le aziende clienti dalle complessità legate alla protezione degli ambienti IT in continua espansione e cambiamento, offrendo loro massima flessibilità operativa per la protezione dei dati e la conservazione degli stessi nel lungo termine. Avamar, in particolare, assicura secondo EMC un incremento di tre volte delle prestazioni di backup e di 30 volte le performance di ripristino del più vicino competitor in ambienti VMware.

Altro annuncio di peso è stato sicuramente quello inerente Atmos Cloud, cui han fatto pendant nuovi Atmos Cloud Accelerator. Gli avanzamenti apportati alla piattaforma, si legge in una nota della società, permettono oggi ad aziende e service provider di gestire (come singolo sistema) sistemi cloud da 100 Petabyte distribuiti su più siti, aumentano di oltre il 50% le prestazioni di oggetti di grandi dimensioni, triplicano la visibilità del sistema con un più esteso monitoraggio per ambienti di storage globalmente distribuiti e riducono del 90% il tempo di upgrade, senza alcuna interruzione di servizio.
 
Annuncio di peso anche in considerazione del fatto che, secondo una stima di The 451 Group, il mercato dei servizi cloud storage pubblici andrà a sviluppare un giro d’affari di oltre sei miliardi di dollari entro il 2015, con un tasso di crescita composito annuale del 47%.

Atmos, a detta di EMC, si inserisce proprio in questo solco, promettendo più capacità di gestione delle attività in cloud in funzione dell'accelerazione del processo di adozione dei servizi nella nuvola da parte di service provider e grandi aziende e dell’esplosione dei dispositivi mobili e del fenomeno Big Data.

La nuova offerta di storage e di information management

A Las Vegas EMC ha quindi rinfrescato l’offerta di storage relativa alle piattaforme di storage VNX destinate al mid-market. In particolare, è stato svelato il nuovo modello VNXe 3150, accompagnato dal plus dichiarato di un incremento del 50% di prestazioni e capacità per unità rack.

Altra novità in campo storage è quindi VMAX 40K, famiglia di apparati array realizzati sulla Virtual Matrix Architecture e destinati al mercato enterprise con il pregio di essere ottimizzati per supportare un iper-consolidamento delle applicazioni più impegnative in termini di Big Data, elaborazione delle transazioni, analisi e cloud computing.

VMAX SP, infine, è una nuova piattaforma creata appositamente per offrire storage di livello enterprise ai service provider tramite un approccio semplificato: i service provider non dovranno cioè più integrare componenti storage, software e di servizio acquisite separatamente, ma potranno basarsi sulle diverse opzioni di VMAX SP, in base ai livelli di servizio che intendono erogare.

Degne di nota, quindi, anche le new entry relative alle soluzioni di enterprise ed information management, cui è rivolta la piattaforma per implemntazione di cloud ibridi EMC OnDemand. DataBridge, in particolare, è tool che verrà reso disponibile nel corso dell'anno e concepito per combinare i dati relativi alla gestione dell’infrastruttura IT e migliorare la visibilità sull'infrastruttura stessa, offrendo di conseguenza più elementi per gestire le decisioni di investimento relative sia agli ambienti fisici sia a quelli virtuali.

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