Da motore di ricerca a motore di conoscenza: Knowlegde Graph è l’ultima delle evoluzioni – talvolta più graduali, talvolta più drastiche – a cui Google ci ha abituati negli ultimi anni, nel tentativo di migliorare continuamente la propria capacità di setacciare, raccogliere e presentare informazioni coerenti con gli interessi e le necessità informative gli utenti Web.
Il nuovo layout della pagina dei risultati su Google
La nuova
“mappa della conoscenza” introdurrà innanzitutto, e in modo graduale, delle modifiche visive nella pagina dei risultati, sottintendendo però una mutazione più radicale: l’integrazione del concetto di
ricerca semantica all'interno del motore, con l’obiettivo di interpretare in modo più completo le richieste informative legate alle parole chiave digitate.
Come? Collegando fra loro argomenti, nomi propri, date, luoghi e immagini, e visualizzando sul lato destro della pagina approfondimenti e collegamenti. In entrambi i casi si tratta di suggerimenti di lettura, stilati in base a precedenti ricerche di altri utenti sui medesimi temi.
Dalla attuale presentazione “a elenco”, con una lista di risultati disposti in ordine inverso di presunta rilevanza, si passerà alla visualizzazione di una sorta di pagina capace di offrire un colpo d’occhio sostanzialmente completo sull’argomento, con tanto di link suggeriti. La nuova modalità di ricerca offrirà anche un
sommario di informazioni rilevanti, nonché
meccanismi di disambiguazione per le parole corrispondenti a più significati, a più oggetti del mondo reale.
Anche senza uscire da Google, cioè senza spostare la navigazione su altri siti, sarà già possibile trovare delle prime risposte alle proprie necessità di conoscenza, in una sorta di pagina “enciclopedica” (che vagamente richiama il modello di Wikipedia) costruita con il contributo della collettività. Ed è chiaro come il meccanismo darà i suoi frutti migliori nel tempo, mirando a costruire gradualmente una rete che collegherà fra di loro tutte le informazioni circolanti nel Web.
“Il sapere condiviso che emerge dal nostro motore di ricerca ci dice quali sono le informazioni interessanti da inserire nel nostro database”, ha spiegato
Johann Wright, product management director di Google, nel
video di presentazione del Knowledge Graph, sottolineando come quest’ultimo rappresenti
un passo in avanti “dal concetto di motore di ricerca a quello di motore di conoscenza”.
Per Google si tratta di una vera e propria mutazione genetica, poiché la ricerca semantica va a modificare l’algoritmo alla base del suo motore, associandolo non più solo a stringhe di caratteri ma a concetti e argomenti collegati fra loro. Il nuovo approccio raggiungerà inizialmente gli utenti statunitensi di Google e sarà sviluppato da subito anche in un’edizione per smartphone e tablet.
Le novità dell’azienda di Mountain View fanno seguito a
quelle introdotte due settimane fa da Microsoft nel suo Bing, rinnovato nella grafica ma soprattutto con l’introduzione di quello che la compagnia ha definito come “il più significativo aggiornamento” del motore di ricerca fin dalla sua nascita, nel 2009.
Il
“nuovo” Bing introduce una nuova architettura nella pagina dei risultati,
dividendola in tre colonne: quella principale sulla sinistra, con la
lista dei siti associati alle parole chiave, al centro degli “snapshots”
con informazioni utili come mappe, contatti, recensioni su prodotti e
servizi ricercati, e a destra una collezione di risultati social, con
commenti, risposte a domande, activity feed legate all’argomento.
La struttura della pagina con il Knowledge Graph
Da Mountain View arriva anche un’altra novità, meno rivoluzionaria del Knowledge Graph ma di sicura utilità per l’utente: il
miglioramento della funzione suggerimenti nella barra di ricerca di Gmail. Mentre finora il completamento automatico si applicava solo a contatti ed etichette, d’ora in poi (inizialmente solo negli Stati Uniti) funzionerà anche per “informazioni rilevanti” – così si legge nel
blog di Gmail – come prenotazioni alberghiere o di biglietti aerei. Sarà dunque più facile reperire i messaggi di posta utili in un certo momento, anche se non sono stati catalogati.