21/01/2012 di Redazione

Cina: tablet RedTab per zittire dissidenti e blogger

I funzionari del partito comunista cinese hanno un nuovo strumento di lavoro: il RedPad, un tablet Android con display da 9,7 pollici e custodia in pelle con installate app specifiche per tenere d'occhio blogger, giornalisti e lettori. Il fine dichiarato

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Lo storico libro rosso dei membri del partito comunista cinese è stato rimpiazzato con un tablet, anzi, con un RedPad. La notizia è stata pubblicata dalla Reuters, secondo cui gli alti funzionari sarebbero stati equipaggiati con il gadget occidentale per antonomasia, dotato di un software sviluppato ad hoc e che sarà indispensabile ai commissari rossi per tenere d'occhio le notizie e i giornalisti, con il fine dichiarato della censura.

Un moderno tablet prende il posto del libro rosso dei commissari del partito cinese

Oltre a controllare i contenuti pubblicati, stando a quanto riferito dalla Reuters le speciali app permettono di tenere traccia di chi sottoscrive una newsletter, consulta blog e microblog e ne riceve le segnalazioni di notifica. Sono proprio i servizi di blogging a costituire una spina nel fianco per il rigido governo rosso, che è arrivato al punto di censurare molti di questi canali con il pretesto di "salvaguardare il pubblico".

Stando ai dati del China Internet Network Information Center dalla fine di novembre ad oggi oltre 300 milioni di cittadini cinesi hanno usato i microbolg, con un trend in netta crescita rispetto ai 195 milioni dello scorso giugno.

Il prodotto si basa sul sistema operativo Android, ha un display da 9,7 pollici, custodia in pelle e ha il prezzo esagerato di 9.999 yuan, circa 1.600 dollari.

Il primo risultato ottenuto dagli addetti alla censura è un po' più di lavoro da sbrigare, dato che la notizia (e soprattutto il prezzo) ha scatenato i blogger locali contro il partito, accusato di usare i soldi dei contribuenti per pagare i lussuosi "strumenti di lavoro". Il RedTablet è stato visto dai più come un "simbolo di privilegio" di una casta.

Per giustificare la decisione del Partito i media filo governativi hanno spiegato che "la rapida diffusione di blog e affini ha portato a una inondazione di "fango e sabbia" che ha impedito di coltivare una sana consultazione di Internet", per questo è stato reputato necessario "sradicare completamente il terreno in cui crescono le voci dei dissidenti", identificate come "una malattia sociale". Il giorno in cui il diritto di pensiero e di parola supererà la Grande Muraglia sembra sempre più lontano.


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