Cisco ha chiesto all'Antitrust europeo di imporre a Microsoft condizioni di garanzia per l'interoperabilità di Skype in seguito all'acquisizione da 8,5 miliardi di dollari, approvata dalla Commissione Ue lo scorso ottobre, della compagnia che offre il più polare servizio VoIP del pianeta. Il gigante del networking californiano ha reso nota la sua decisione in un post pubblicato sul proprio blog ufficiale, in cui appoggia in sostanza l'azione di ricorso alle autorità comunitarie già intrapresa da Messagenet.

Cisco, bene chiarirlo, non ha chiesto una
revisione del provvedimento di approvazione bensì una modifica alla
clausola "senza condizioni" espressa dall'antitrust nel corposo
documento di omologazione dell'acquisizione. L'agenzia Reuters riporta
la dichiarazione in cui la compagnia spiega che "non si oppone alla fusione, ma
ritiene che la Commissione europea avrebbe dovuto imporre condizioni che
avrebbero garantito una maggiore interoperabilità basata sugli
standard, per evitare che una società possa essere in grado di
controllare il futuro dello video-comunicazioni".
I timori sono scaturiti dall'intenzione dichiarata di Microsoft di combinare Skype con Lync, il sistema di chiamate vocali per le aziende. Entrambi i programmi usano "tecnologie proprietarie di chiamata e quindi non sono compatibili con altri servizi", per questo la casa di Redmond potrebbe avere per le mani lo strumento per tagliare fuori dal mercato le aziende che finora lo hanno presidiato e che dovrebbero concorrere con un prodotti non standard integrati nel sistema operativo.
Microsoft prevede di annunciare l'avvenuta integrazioni di Skype in Windows Phone entro i primi sei mesi di quest'anno, e probabilmente le novità inizieranno ad arrivare già al Mobile World Congress di Barcellona. Oltre all'integrazione di Skype e Lync, inoltre, è certa quella con Xbox Live, che però non dovrebbe infastidire Cisco.
Microsoft ha tagliato corto sulla questione: "la Commissione europea ha condotto un'indagine approfondita sull'acquisizione, in cui peraltro Cisco ha partecipato attivamente, e ha approvato l'accordo spiegandone le motivazioni in un documento di 36 pagine in cui non ha posto alcuna condizione. Siamo fiduciosi che la decisione della Commissione in appello non cambierà".