14/11/2011 di Redazione

Cisco Telepresence migliora e guarda alla sanità

Cisco ha annunciato un nuovo salto in avanti della propria piattaforma di videocomunicazione. Con le soluzioni Jabber e MX300 la relazione a distanza diventa possibile in più luoghi, non solo in sale attrezzate. Come per esempio in ospedale sui carrelli m

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Cisco ha recentemente annunciato l'evoluzione di Cisco Telepresence. Dopo cinque anni dalla prima presentazione questo strumento – nato per ridurre i tempi e i costi degli incontri di lavoro – si arricchisce di nuove caratteristiche, video in alta definizione e soprattutto una più grande accessibilità, che ne renderà possibile l'uso anche alle aziende più piccole.

Il cuore del lavoro fatto da Cisco si basa su un concetto semplice: "uscire dalla sala riunioni" e portare la telepresenza anche al desktop con Jabber, un'applicazione che permette di usare Telepresence su qualsiasi computer. Dal punto di vista hardware, invece, l'azienda propone ora Telepresence MX300, un sistema che si può installare in quindici minuti, praticamente in ogni luogo dove arrivi la connessione di rete, dall'ufficio all'abitazione. Sarà disponibile all'inizio del 2012.

Cisco Telepresence VX-Clinical Assistant

Telepresence tuttavia serve anche come strumento per la formazione aziendale e la comunicazione istituzionale, non solo per le riunioni virtuali. È infatti possibile registrare un video da qualsiasi terminale (endpoint) Telepresence per raggiungere facilmente tutte le persone interessate, anche se usano smartphone o tablet.  

Cisco ha poi progettato l'innovazione anche nel settore medico, con TelePresence VX- Clinical Assistant. "È un carrello telemedicale mobile appositamente progettato per l'utilizzo in ambienti sanitari e porta la potenza della TelePresence direttamente a pazienti e medici attraverso un sistema di video collaborazione ad alta definizione, che lo rende particolarmente adatto per l’uso medico, dal consulto a distanza, al pronto soccorso virtuale alla formazione del personale medico".

Insomma, quest'ultimo dispositivo rende un po' più reale quel famoso "medico virtuale" di cui si è parlato tante volte. Gli ospedali potranno per esempio installarlo a casa dei pazienti che non hanno bisogno di un ricovero, senza per questo rinunciare all'assistenza medica necessaria. E all'interno dell'ospedale potrebbe servire per consultare professionisti lontani anche migliaia di chilometri, quasi come se fossero presenti fisicamente.


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