10/06/2011 di Redazione

Confindustria Digitale per rifare l'Italia tecnologica

Nasce il gruppo che riunisce le aziende nazionali del settore ICT, all'interno dell'associazione guidata da Emma Marcegaglia. Confindustria Digitale si pone l'obiettivo di guidare e sostenere i progetti più innovativi del paese.

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Ieri è nata Confindustria Digitale, nuovo raggruppamento delle aziende italiane che operano nel comparto ICT. Dall'informatica alle telecomunicazioni, passando per l'elettronica di consumo, nel gruppo si ritrovano aziende che raccolgono più di 250.000 lavoratori, per un fatturato annuo superiore ai 70 miliardi di euro.

Confindustria

L'obiettivo della nuova federazione è "promuovere lo sviluppo dell'economia digitale, a beneficio della concorrenza e dell'innovazione del Paese", sottoscritto in primo luogo dai quattro soci fondatori. Questi sono Assotelecomunicazioni-Asstel, l'associazione della filiera delle imprese di Telecomunicazioni, Assinform in rappresentanza  dell'Information Technology, Anitec che riunisce i produttori di tecnologie e servizi di Ict e Consumer Electronics, e Aiip associazione degli Internet Provider. Si prevede che nei prossimi mesi tuttavia si andranno ad aggiungere tante altre aziende e associazioni del settore ICT.

La nuova associazione nasce con un approccio innovativo, che lascia ben sperare sulle sue future iniziative: la struttura direttiva è particolarmente snella, i vertici sono limitati a presidenza, consiglio direttivo e assemblea. Il mandato presidenziale è di soli due anni non rinnovabile e rotazione della presidenza tra i diversi settori rappresentati.

Alla guida di Confindustria Digitale ci sarà Stefano Parisi, già presidente di Asstel. Passato alle cronache del settore qualche mese fa per aver affermato che il Wi-Fi gratuito (quello di biblioteche, comuni, piscine e altro) è una minaccia allo sviluppo economico del paese (Wi-Fi gratis? Per Asstel è concorrenza sleale.

Parisi sarà affiancato da due vicepresidenti. Il primo è Paolo Angelucci, che attualmente guida Assinform, l'associazione che riunisce le aziende italiane del settore ICT; il secondo è Cristiano Radaelli di Anitec (Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo).

Stefano Parisi

Parisi si può considerare tra i principali responsabili della nascita della nuova federazione. Fu lui, infatti, a guidare Asstel – che riunisce gli operatori telefonici – fuori da Confindustria Servizi Innovativi, alla ricerca di un ambiente più dinamico e stimolante.

Memori delle dichiarazioni di allora, allora si può supporre che Confindustria Digitale rappresenterà davvero un cambio di direzione rispetto al passato, per quanto riguarda lo sviluppo delle infrastrutture e della diffusione delle nuove tecnologie? Sperare è lecito, ma solo il tempo ci dirà quali siano le vere potenzialità del gruppo.

Per Parisi Confindustria Digitale è lo strumento per "radicare in Italia un progetto-Paese di trasformazione dell'economia e della società, capace di sfruttare le grandi potenzialità delle tecnologie digitali. […] un passaggio necessario a valorizzare la convergenza fra le tecnologie dell'informazione e della comunicazione elettronica, enfatizzare le nuove opportunità di crescita economica, promuovere le capacità innovative che nel nostro Paese esprimono le aziende del settore Ict". Tutti bisogni piuttosto palesi nel nostro paese; il problema è che finora sono mancate risposte adeguate, tanto da parte dell'industria quanto dalle istituzioni.

Parisi afferma poi che Confindustria Digitale ha tra i suoi obiettivi quelli di "realizzare anche in Italia gli obiettivi dell'Agenda Digitale", un documento europeo d'importanza fondamentale, ma che purtroppo non ha ancora una sua versione nazionale in Italia, nonostante le numerose voci – anche molto autorevoli – che si sono levate per ottenerla.

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