18/05/2012 di Redazione

Cyber rischi: aziende finanziare le più consapevoli

Il nuovo “2012 Governance of Enterprise SecurityvReport” realizzato da RSA in collaborazione con Carnegie Mellon CyLab svela le modalità attraverso le quali il top management comprende e gestisce i rischi delle infrastrutture critiche della propria organi

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Il terzo rapporto condotto da Carnegie Mellon CyLab (“Governance of Enterprise Security: CyLab 2012 Report”) e sponsorizzato da RSA, la divisione sicurezza di EMC ha esaminato il modo in cui executive e consigli di amministrazione gestiscono i cyber-rischi. Suddiviso per regioni geografiche, per settore industriale,  i top manager delle aziende inserite nel Forbes Global 2000 hanno rivelato che si stanno occupando molto seriamente di risk management, ma è anche vero che emerge una bassa consapevolezza del collegamento tra questo e il rischio IT a cui vanno incontro.


Meno di due terzi degli intervistati dispone infatti di personale a tempo pieno dedicato alla privacy e alla sicurezza (Ciso/Cso, Cpo e Cro) con best practice e standard internazionali. Nonostante l’Europa sia all’avanguardia in materia di normative sulla privacy e loro applicazione, solo il 3% degli intervistati indica che l’organizzazione di cui fanno parte dispone di un Chief Privacy Officer.

Il comparto finanziario è quello con il più elevato livello di attenzione da parte degli executive verso elementi critici relativi al cyber risk management, mentre altri settori-  quali energia, utility e industria in primis - non si occupano di vendor management, sicurezza IT e operation.

Gli intervistati appartenenti al settore energia e utility, in particolare, si posizionano tra gli ultimi anche nello stabilire la giusta segregazione di compiti tra Risk Committee e Audit Committee. Per contro, solo l’8% del campione 2008 disponeva di Risk Committee, mentre il 48% dei partecipanti al sondaggio 2012 ha confermato di averlo. Un miglioramenti che viene confermato dal 17% degli intervistati del 2008 che avevano team cross-organizzativi, oggi saliti al 72%.

Qualche segnale di miglioramento, fa notare in una nota la compagnia americana, si sta comunque avvertendo. Il sondaggio ha rivelato infatti che sempre di più i consigli di amministrazione stanno dando importanza all’esperienza in fatto di competenze IT e di sicurezza dei neoassunti. Gli intervistati indicano che l’expertise è molto importante o importante per il 37% di loro e abbastanza importante per il 42%. L’esperienza su rischi e sicurezza è ancora più incoraggiante con un 64% degli intervistati che la indica come molto importante o importante e un 24% abbastanza importante.

“Oggi non è possibile – parole di Tom Heiser, Presidente di RSA - separare i rischi digitali da quelli tradizionali, ma la gestione degli stessi è una sfida nuova per molti. La crescente criticità delle risorse digitali e i più complessi scenari di minacce fanno sì che gli executive debbano diventare più abili a integrare le funzioni di sicurezza con le attività aziendali e le policy legate al rischio per garantire un ambiente IT sicuro. E non possono farlo senza conoscere meglio la situazione e incrementare il loro coinvolgimento nel cyber risk management”.

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