Finora il mercato degli ultrabook non ha dato i risultati sperati in termini di domanda e pochi sono i consumatori rimasti attratti dal concetto di computer portatile "sottile e leggero" di nuova generazione voluto da Intel. In un segmento nel suo complesso non esattamente florido, anche se dalle grandi prospettive di sviluppo nel medio termine, Dell è da subito in controtendenza con il suo XPS 13, ultrabook per cui le vendite sono state superiori alle previsioni iniziali.
Il prodotto in questione è realizzato con alluminio e fibra di carbonio per avere un prodotto resistente e dal peso ridotto e secondo Dell ha registrato una domanda di circa tre volte superiore a quella prevista, tanto che Sam Burd, vice presidente del gruppo di prodotti Consumer e SMB della compagnia avrebbe ammesso (dichiarazione riportata da vari siti tech americani) l’impossibilità di “produrre abbastanza pezzi in questo momento”.
L’azienda texana non ha fornito ad oggi numeri specifici sulle unità vendute, ma la domanda, maggiore del previsto, è un buon segno anche per gli altri vendor di ultrabook, categoria di prodotto penalizzata fino a oggi dal prezzo di entrata all’utenza, ben oltre i 600 dollari inizialmente prospettati.
Stephen Baker di NPD Group è comunque ottimista riguardo il comparto nel lungo periodo, che dovrebbe beneficiare in modo significativo dell’arrivo della nuova famiglia di processori Intel IvyBridge. L’analista osserva in proposito come anche i produttori di computer hanno bisogno di concentrarsi su un minor numero di modelli e una maggiore redditività (l’XPS 13 ha prezzi in ingresso partono da 999 dollari)) per ogni prodotto offerto al listino.
Curioso però notare come la maggior parte delle vendite di questo modello siano da attribuire alle grandi aziende che hanno deciso di acquistare l’ultrabook di Dell per i loro dipendenti.