06/12/2011 di Redazione

Fra e-learning e storage, il cloud secondo Seeweb

Il provider italiano ha dato vita, con l’Università Roma Tre, alla una nuova start up Heyware e ha migrato sulla propria infrastruttura i server fisici di Dacebo, azienda specializzata in formazione a distanza. In chiave internazionale acquisito un nuovo

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alle start up nate in ambito universitario che fanno del cloud la piattaforma di riferimento per offrire soluzioni di sicurezza dei dati di nuova generazione al supporto di aziende specializzate nel campo dell’e-learning open source. Il raggio di azione di Seeweb, uno dei principali provider italiani (ha sede a Frosinone) di servizi di hosting e housing (oltre 150mila i domini gestiti sui propri server) e fra i primi a scommettere sul computing a nuvola, si è ulteriormente allargato di recente con due importanti accordi.


Il primo è stato definito con la l’Università Roma Tre per dare vita congiuntamente a Heyware, startup che andrà ad operare nel campo dei servizi di cloud storage con il plus di garantire non solo la protezione dei file da letture non autorizzate ma anche di offrire all’utente la possibilità di verificare che i file non siano stati (accidentalmente o deliberatamente) manomessi o cancellati. Il tutto grazie a una nuova a tecnologia (brevettata sia in Europa che negli Usa) che si basa su meccanismi sviluppati in diversi anni di ricerca presso il Dipartimento di Informatica e Automazione dell’ateneo romano.

Seeweb ha finanziato l’iniziativa con 150mila euro e Antonio Baldassarra, Ceo della società ha sottolineato come “per una società come la nostra fare da angel investor e finanziare startup con tecnologie innovative in linea col nostro business è vitale, perché oltre a far parte della società e quindi a beneficiare dei futuri profitti puntiamo su un’importante sinergia industriale, in quanto i servizi di Heyware si avvarranno per l’immagazzinamento dei dati anche del nostro Cloud Object Storage”.

Il primo prodotto di Heyware, Heydrive, sarà un’applicazione (consumer) che permetterà agli utenti di salvare i propri documenti in modalità cloud  mantenendo la confidenzialità dei file grazie alla client-side encryption. Il lancio della prima versione beta del prodotto, conferma in una nota la società, è previsto per gennaio e una volta completato il lancio della piattaforma l’intenzione – come assicura il Ceo di Heyware, Daniele Arena – è quella di esplorare i mercati business, dove “riteniamo ci sia una grande esigenza di accoppiare lo storage remoto con un meccanismo che permetta di verificare che i dati rimangano integri e confidenziali”.

Con Docebo, invece, azienda italiana specializzata in soluzioni e-learning open source, Seeweb ha definito una partnership per migrare i server fisici (otto macchine IBM che gestivano circa 200mila utenti di formazione a distanza) sulla propria infrastruttura cloud.

A valle dell’implementazione i vantaggi per Docebo, recita una nota di Seeweb, sono stati sostanzialmente due: un significativo saving di tipo economico e maggiori performance registrate a parità di potenza di calcolo, in relazione al fatto che la maggior parte delle operazioni che prima venivano fatte accedendo agli hard disk ora vengono effettuate sfruttando la memoria Ram. “Aver reso i nostri server totalmente cloud – questa la sottolineatura del Ceo di Docebo Claudio Erba - ci ha consentito di registrare un risparmio sui costi del 60%, stima questa che aumenta se consideriamo l’incrementata potenza di calcolo a parità di risorse allocate”.


A dare sostanza al ruolo che vuole giocare nel cloud, tanto sul mercato italiano quanto su quello internazionale, Seeweb ha annunciato l’ampliamento dei suoi due data center di Milano e Frosinone e  l’acquisizione di un nuovo spazio a Francoforte.

L’obiettivo è ovviamente quello di elevare ulteriormente, raddoppiandola entro fine anno, la capacità di elaborazione attualmente in essere, che può contare nel complesso su 3.000 Cpu e 8.000 GByte di Ram utilizzate sulla propria infrastruttura cloud, distribuite su 16 cluster.

Per il data center milanese, in particolare, la società ha già acquistato un nuovo spazio (pronto per la fine del 2011) finalizzato a raggiungere una potenza complessiva di 2 MW e che andrà ad ospitare cluster di macchine dedicate ai servizi cloud. Nella città tedesca, invece, dove è attivo uno dei maggiori punti di interscambio, il DEC-IX, della rete mondiale, è ormai vicina l’apertura di una sala dedicata all’interno della telehouse indipendente “Ancotel”, su cui si appoggerà l’offerta di un disaster recovery geografico basato sui tre data center dell’azienda.

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