Samsung cerca di porre fine alla confusione che aleggia attorno ai Galaxy Tab rinominando il modello vecchio da 10 pollici con la sigla 10.1V: bisognerà prestare attenzione alle sigle per non portarsi a casa il tablet sbagliato. RIM, invece, annuncia ufficialmente il supporto delle app Android per il PlayBook, anche se con un sistema poco pratico da usare. Entrambi sembrano temere la concorrenza dell'iPad, visto che stanno facendo di tutto per portare i loro prodotti allo stesso livello, anche con rattoppi dell'ultimo momento.
Galaxy Tab 10.1: la versione ultraslim
Samsung cambia nome al Galaxy Tab dal 10 pollici per distinguere le due versioni che arriveranno in commercio: quella vecchia, con uno spessore di 10,9 millimetri e peso di 599 grammi, è stata ribattezzata Galaxy Tab 10.1V ed è quella che verrà commercializzata in Italia in esclusiva da Vodafone a partire dal mese di aprile, con prezzi ancora da definire (Samsung Galaxy Tab II: 10 pollici e Android 3). La versione "light", con spessore di 8,6 millimetri, si chiamerà semplicemente Galaxy Tab 10.1 e non sarà sugli scaffali dei negozi italiani fino a giugno, quando sarà venduta a prezzo pieno, libera da vincoli contrattuali con gli operatori di telefonia (Samsung Galaxy Tab: in arrivo la nuova coppia).
A quanto pare Samsung sta facendo un po' di confusione con i modelli da 10 pollici, probabilmente per colpa di una revisione dell'ultimo momento, messa in pista il giorno dopo l'annuncio dell'iPad 2 di Apple. Lee Joo-Don, vice presidente esecutivo della divisione mobile di Samsung, aveva dichiarato che "Dovremo migliorare le parti che sono inadeguate. L'iPad di Apple è davvero molto sottile" (Galaxy Tab 10.1 allo stesso prezzo del 7 pollici?).
Le "parti", in effetti, sono state migliorate: a meno di due mesi dall'annuncio del primo Galaxy Tab da 10 pollici ne è stato sfornato un secondo che ha caratteristiche quasi identiche ma spessore più sottile. La paura di Apple a quanto pare è forte, e il bisogno di far vendere i propri tablet ha portato a un rattoppo dell'ultimo momento. Non sarebbe stato più semplice produrre fin da subito un prodotto sottile, visto che a quanto pare il know how per farlo era a portata di mano?
Il BlackBerry PlayBook supporterà le app Android
Non c'è nessuna confusione, invece, sul fronte PlayBook (Rim mette in vendita il PlayBook: costa 499 dollari), dove RIM sembra ormai vicina al traguardo dell'annuncio (in calendario per il prossimo 19 aprile) e sta anche provvedendo a fugare i dubbi circa l'ecosistema che sarà disponibile con il suo tablet. In un comunicato di oggi l'azienda ha precisato che il BlackBerry PlayBook è compatibile con le app Android, anche se in una modalità che sembra francamente ostica da usare ogni giorno.
Le app, infatti, dovranno essere scaricate tramite uno dei due "app player" opzionali, che forniscono un ambiente applicativo in cui possono girare sia le applicazioni Java per BlackBerry sia quelle Android 2.3. Solo a questo punto potranno essere eseguite sul PlayBook. RIM ha dovuto ricorrere a questo espediente per prendere gli utenti per la gola e offrirgli un piatto composto di 25 mila app proprietarie e 200 mila applicazioni Android.
Non ci sono novità sul fronte delle applicazioni per uso aziendale (PlayBook, il tablet professionale. Ecco perché), ambito in cui RIM è forte dell'esperienza con il BlackBerry, per ora sembra che l'azienda canadese si stia concentrando per attirare l'attenzione dell'utenza consumer, finora ignorata: nel comunicato è sottolineato l'accordo con due aziende leader nello sviluppo di videogiochi, che consentirà agli sviluppatori di utilizzare i motori di gioco cross platform di Ideaworks Labs e Unity Technologies per creare giochi per il PlayBook.