Google ne ha pensata un’altra delle sue, mettendo a punto una nuova funzionalità di ricerca all’insegna dell’efficienza e della rapidità per i tanti utenti che scrivono o consultano documenti nel cloud della multinazionale di Mountain View: “research pane” è il nome del nuovo strumento integrato in Google Docs, che consente di effettuare ricerche su elementi citati nel testo, senza dover aprire una nuova scheda di navigazione o dover digitare le parole chiave nella stringa di ricerca del browser.
I risultati della ricerca, attivabile con un click del mouse, vengono visualizzati a destra del documento
Annunciata oggi dal
software engineer Sarveshwar Duddu sul blog di Google Docs, la novità si applica a qualsiasi tipo di informazione contenuta nei documenti e permette di ricercare, tramite il motore numero uno di Internet, le citazioni testuali all’interno del documento stesso oppure i risultati Web. Per accedere alla funzione è sufficiente cliccare con il tasto destro del mouse sulla parola interessata e selezionare “ricerca” (o alternativamente scegliere la medesima opzione dal menu degli Strumenti).
I risultati vengono mostrati in una
finestra che compare sulla destra e possono poi essere filtrati scegliendo, da un menu a tendina, fra citazioni, ricerca Web o immagini. E non è tutto: passando il mouse su ciascun risultato visualizzato, è possibile visualizzare un’anteprima del sito, oppure
inserire automaticamente nel testo del documento una nota o un link. Il research pane è dunque utile non solo come strumento di consultazione e informazione, ma anche per editare in modo facile documenti destinati al Web e non.
Impossibile non osservare, a questo punto, come da alternativa cloud-based, essenziale e gratuita, a programmi di sistema come il word processor per antonomasia, quello di Microsoft, le funzionalità di Google Docs stiano diventando sempre più complete e sofisticate, ma soprattutto capaci di facilitare la vita a chi quotidianamente consulta o elabora documenti testuali.
La leadership di Word non sembra essere a rischio nel “mondo offline”, ma l’abitudine a vivere connessi e ad appoggiarsi al cloud nelle quotidiane attività lavorative e non potrebbe favorire sempre di più l’offerta di Google.
Il tool di ricerca non è che l’ultimo di una serie di miglioramenti – circa 200 – introdotti dall’azienda nell’ambiente cloud dei Docs negli ultimi anni. Qualche esempio? La possibilità di salvare messaggi email e allegati (testi, immagini, tabelle ecc.) come file di Google Docs, l’aggiunta di 450 nuovi font e di 60 template, nonché l’upgrade dello spazio di archiviazione offerto fino a 5 GB.