Secondo indiscrezioni, Big G savrebbe stretto accordi con Sony, Universal e Warner per lanciare un servizio di streaming musicale simile a Spotify e Deezer, mentre partono come sperimentazione i canali di YouTube a pagamento. Il focus sui servizi bilancia
Per Google, come sempre, sarà un’annata ricca di novità, ma non in ambito hardware. L’azienda, secondo le dichiarazioni rilasciate dal nuovo chief della divisione Android, Sundar Pichai, ha parlato di un futuro immediato in cui l’azienda si focalizzerà su “tutte quelle attività che stiamo facendo per gli sviluppatori”, per permettere loro di creare prodotti software migliori in ambito mobile. Pichai, da poco subentrato nel ruolo che fu di Andy Rubin, fornisce così una parte del quadro che emergerà più chiaramente al termine dell’annuale conferenza per gli sviluppatori "Google I/O", in corso a San Francisco.
L’altro frammento è legato non al mobile (o non esclusivamente a questo), bensì anche al mondo Web, e riguarda il ventilato annuncio di un nuovo servizio di streaming musicale: per realizzarlo Big G avrebbe stretto accordi di licensing con tre grandi major, ovvero Sony Music Entertainment, Universal Music Group e with Warner Music Group. Un progetto che sembra fatto per seguire le orme del grande successo di Spotify e Deezer, nonché
per inseguire la concorrenza di Apple, per cui analoghi rumors parlano, in questi giorni, di accordi con la stessa triade di etichette discografiche e di un servizio che sarà battezzato iRadio.
Per quanto riguarda Google, il condizionale è ancora d’obbligo poiché si tratta non di notizie ufficiali ma di indiscrezioni riportate da The Verge, per quanto riguarda gli accordi con Sony e Universal, e da Fortune, che ha fatto il nome della Warner. La credibilità delle fonti si associa a quella del Financial Times, secondo cui il servizio di streaming sarà complementare a quello di download da Google Music, e contemplerà offerte gratuite e a pagamento, con il supporto di inserzioni pubblicitarie.
Nel frattempo, proprio in questi giorni è partita come sperimentazione su YouTube l’apertura di 54 canali tematici a pagamento, che richiedono sottoscrizioni mensili con prezzi a partire da 0,99 dollari e tariffe scontate annuali. I canali sono visibili da Pc, tablet, telefono e Tv.