18/06/2013 di Redazione

I dati esploderanno, le spese di storage no

Le ultime stime di Idc indicano, da qui al 2017, un +30% anno su anno nelle spese aziendali in storage. Un dato inferiore alle previsioni precedenti e al ritmo di crescita dei Big Data. I motivi? La maggiore efficienza delle tecnologie e del loro utilizzo

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La crescita dello storage fa retromarcia, anzi no: le informazioni e i file continueranno a esplodere, come predetto dal paradigma dei Big Data, ma le spese necessarie a sostenere questo trend non saranno, fortunatamente, altrettanto esplosive . A dirlo è Idc, con una serie di stime che coprono lo scenario dei prossimi quattro anni: le organizzazioni  aumenteranno i propri investimenti in storage a un ritmo del +30% anno su anno da qui al 2017. Il che è molto, ma meno di quanto accaduto in passato.

Moonshot, nuovo server di Hp


E questo accadrà non certo per un rallentamento dell’esplosione dei dati, ma semmai per un’evoluzione verso tecnologie e metodi di storage più efficienti e risparmiosi, in molti casi dirottati dai server fisici on-premise al cloud. Nell’anno 2017, su scala globale le aziende acquisteranno, in varie forme, circa 138 exabyte di capacità per archiviare i propri dati; di questa quantità, solo 36 exabyte corrisponderanno a risorse di storage interne (server).

Soltanto nel 2012 le proporzioni erano molto diverse, poiché su 28 exabyte di risorse utilizzato o acquistate ben 20 corrispondevano ad aumenti di capacità interna alle aziende. Nei prossimi quattro anni, il tasso di crescita dello storage esterno sarà fra il 35% e il 40% annuo, quello dello storage esterno sarà compreso fra il 33% e il 38%. In termini di spesa, per le sole aziende degli Stati Uniti Idc prevede un aumento annuo del 4,1%, fino a un valore di 42,5 miliardi di dollari nel 2017.  

Più in generale, secondo Idc la deduplica, la compressione dei dati, il thin provisioning e la virtualizzazione dello storage aiuteranno le imprese a limitare gli acquisti di capacità necessari, e a riallocare in modo più efficiente i propri dati sulle risorse già in loro possesso. Il ricorso al cloud, inoltre, sarà sempre più frequente. Infine, non va dimenticato che molte tecnologie next gen (come i nuovi server Moonshot di Hp) sfruttano il modello software-defined riuscendo a ridurre notevolmente sia i consumi, sia lo spazio fisico occupato per archiviare i dati.

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