I problemi di RIM continuano ad aumentare: stando a un articolo pubblicato da Financial Post il produttore dei BlackBerry sta subendo forti pressioni da parte degli operatori di telefonia mobile affinché tagli le commissioni per i suoi servizi. I termini di quello che ha tutta l'aria di un ricatto sembrano chiari: o le commissioni scendono di un terzo rispetto alle tariffe attuali o l'azienda candese dovrà rinunciare al proprio parco abbonati.
Nuova bufera in arrivo per RIM
Le conseguenze per RIM sono nefaste in entrambi i casi. Le tariffe dei vettori generano un fatturato annuo di oltre 4 miliardi di dollari, quindi un forte sconto equivarrebbe a chiudere i rubinetti di una delle principali fonti di ricavi per RIM, proprio nel momento in cui ne ha disperatamente bisogno.
Un calcolo approssimativo fatto da Sameet Kanade di Northern Securities porta a concludere che "le entrate provenienti dai canoni mensili potrebbero scendere del 17% quest'anno, fermandosi a 3,4 miliardi di dollari, e abbassarsi di un ulteriore 18% nel prossimo anno fiscale, dove si racimolerebbero solo 2,8 miliardi di dollari. E questo solo considerando vettori quali AT&T e Verizon".
Per RIM la situazione è molto complessa, perché se da una parte questa prospettiva aumenta le difficoltà e spinge ulteriormente l'azienda verso il baratro, dall'altra un secco rifiuto alla richiesta di adeguare le tariffe sarebbe la fine anticipata dei giochi. Del resto tutto questo era prevedibile, considerata la situazione: tutti i produttori di telefonia hanno bisogno dell'appoggio dei carrier per vendere i loro prodotti, e il potere contrattuale è direttamente proporzionale al successo di mercato dei terminali.
Gli operatori di telefonia chiedono un ribasso delle commissioni per il servizio BlackBerry
Apple e Android possono dettare le regole del gioco perché sono i poli fondamentali da cui arrivano i guadagni degli operatori, che perderebbero soldi a palate se dovessero rinunciare a venderli. I prodotti di RIM riscuotono poco successo, e una loro mancanza a listino non comporterebbe certo un ammanco in bilancio.
Questa situazione è proprio quella che si temeva nel momento in cui le vendite dei BlackBerry hanno iniziato a stagnare: i guadagni di RIM sono scesi a picco di pari passo con il valore azionario (siamo a -95% rispetto ai valori del 2008), e l'azienda ha perso totalmente il potere contrattuale. Un effetto domino difficile da invertire, che potrebbe finalmente portare RIM a capire che ora più che mai ha bisogno di appoggiarsi a un pesce grosso per non naufragare. Le alternative sono poche: Microsoft o Google. Meglio accettare le avance di una delle due prima che sia troppo tardi.