Gli SSD hanno sempre più successo anche in ambiti business, e IBM cerca di reinventarli con Racetrack, che unisce le prestazioni degli SSD alle capacità degli hard disk. Secondo una recente ricerca IBM almeno "la metà dei decision maker" preferisce infatti i drive a stato solido rispetto ai tradizionali hard disk. Tra le ragioni ci sarebbe la diffusione di cloud computing e Business Analytics.
In altre parole la diffusione degli SSD segue un'altra tendenza, cioè quella a usare sistemi sempre più potenti dal punto di vista delle IOPS (Operazioni I/O al secondo), un campo dove gli SSD fanno una differenza enorme.
IBM Racetrack
"L'indagine che ha coinvolto 250 responsabili informatici statunitensi è stata condotta da Zogby International nel mese di agosto", spiega la nota di IBM. " Dall'indagine emerge la necessità una maggiore erogazione dei dati a costi inferiori". Ma è sopratutto la riduzione dei costi a giocare un ruolo rilevante nel passaggio da HDD a SSD, per il 71% degli intervistati.
Anche se il prezzo per GB di un SSD è maggiore rispetto a quello di un hard disk, bisogna ricordare che in un'installazione enterprise entrano in gioco lo spazio occupato nei rack, il costo dei sistemi di raffreddamento e i consumi elettrici. Tutti fattori che giocano a favore degli SSD.
La risposta di IBM a queste necessità si chiama Racetrack, un tecnica che "unisce le prestazioni elevate e l'affidabilità della memoria flash al basso costo e all'elevata capacità degli hard-disk drive". Secondo IBM entro il 2020 sarà possibile ridurre 1250 rack odierni (1300 metri quadri e 16.343 watt) in uno solo rack (1 metro quadro e 5,8 kw) grazie a questa novità.
L'azienda è al lavoro su questa tecnologia dal 2008, e sembra che ora sia pronta a usarla; per ottenere tale risultato Racetrack usa nanofili per alterare lo stato di spin degli elettroni nei materiali. Questo stato rappresenta poi i dati memorizzati.
IBM propone anche la tecnologia Easy Tier per la gestione dello storage, per spostare sui drive SSD le operazioni che richiedono più velocità – come le transazioni delle carte di credito – e sfruttare al meglio tanto lo spazio quanto il throughput disponibili.