Anche se i termini dell'accordo non sono stati resi noti, per IBM e per il cloud computing in generale si tratta di un colpo grosso: mai prima d'ora un'organizzazione così articolata si era affidata all'IT sulle "nuvole".
IBM sta realizzando il primo sistema cloud per la NATO. L'alleanza militare internazionale ha infatti deciso di passare alle nuove architetture, che dovrebbero consentirle di analizzare più velocemente e più afficacemente i dati che provengono da tutto il mondo.
La prima struttura a utilizzare il cloud computing firmato IBM sarà il centro di comando di Norfolk, in Virginia, ma se il progetto avrà successo sarà probabilmente replicato in altri siti.
In particolare, il sistema gestirà i dati del Patto Atlantico grazie a un modello private-cloud che permette di garantire la massima sicurezza delle informazioni; tra i vantaggi della nuova architettura c'è la possiiblità di riunire in un unico sistema i dati provenienti da radar, telecamere e rilevatori a infrarossi.
"Il progetto ci consentirà di condividere le informazioni", ha dichiarato E.J. Erold, capo del progetto IBM/NATO, "anche e specialmente in situazioni dove il fattore tempo è fondamentale, come le azioni di guerra. I comandanti potranno così esaminare le situazioni e prendere le decisioni più velocemente".