31/01/2012 di Redazione

IBM saluta Symphony e sposa Apache

Big Blue ha annunciato ufficialmente di avere ceduto lo sviluppo della suite di produttività per l'ufficio targata Lotus alla Fondazione open source, che si occuperà dei futuri aggiornamenti negli ambienti di sviluppo Eclipse e C++.

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IBM ha detto addio alla suite per l'ufficio Symphony, cedendo il codice alla Fondazione Apache. Lo ha comunicato Ed Brill, product manager IBM, specificando che Lotus Symphony 3.0.1 è l'ultima versione sviluppata da Big Blue. Eric Otchet, product manager di Symphony, nel suo blog ha confermato l'intenzione dell'azienda di seguire la strada di Apache.

IBM ha ceduto il codice di Symphony alla Fondazione Apache

Nel suo post di blog, Brill ha spiegato che comunque la versione 3.0.1 include interessanti novità come il supporto di un milione di righe nei fogli di calcolo, la possibilità di creare e gestire grafici a bolle e la presenza di un nuovo design per la home page. Tuttavia IBM non intende spendere altre risorse nello sviluppo, gestione e marketing di programmi basati sul codice Open Office, preferendo invece servirsi del progetto OpenOffice Apache, che sarà distribuito in una "IBM edition" in futuro. 

Gli attuali clienti della suite da ufficio Symphony possono scaricare da oggi l'aggiornamento all'ultima versione integrata nel client Notes. Intanto il codice di Symphony è già passato nelle mani di Apache, e per eventuali aggiornamenti si dovrà fare riferimento alla Fondazione, che manterrà lo sviluppo su Eclipse e sul codice C++. L'applicazione sarà comunque integrata in Notes 8.5.4, con l'eccezione del client Mac. 

Ovviamente IBM proseguirà il supporto ai clienti che hanno già adottato il prodotto mediante eventuali patch e aggiornamenti indipensabili, ma le future versioni realizzate da Apache non saranno integrate nel client Notes. Questa mossa da parte di Big Blue era ampiamente prevedibile, conisderato che già lo scorso luglio c'era stato il passaggio del codice di Symphony alla Fondazione Apache. Quanto al passaggio da Symphony a OpenOffice, è una scelta che è già stata fatta da molti utenti Linux senza effetti collaterali, quindi non è da reputare un passaggio pericoloso.

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