22/12/2011 di Redazione

Il cloud è sicuro? Le Pmi italiane sono preoccupate

Stando a una recente ricerca condotta da Microsoft sulle piccole e medie imprese, il 52% del campione avanza timori circa il fatto che i servizi nella nuvola non siano comprovati, il 36% è dell’idea che i dati non siano protetti e il 63% vuole sapere dove

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Il cloud è sicuro? I vendor in coro rispondono alla domanda all’unisono: sì. Eppure c’è qualcuno che la pensa diversamente. Da una recente ricerca condotta da Microsoft sulle piccole e medie imprese italiane emergono infatti dubbi e timori sul tema della sicurezza dei servizi cloud. Stando allo studio, il 52% del campione intervistato è preoccupato del fatto che i servizi cloud non siano comprovati e quindi troppo rischiosi, il 36% è dell’idea che i dati non siano sicuri nella cloud e il 63% afferma di voler sapere dove vengono collocati i dati.

Dati preoccupanti, considerando come il cloud sia considerato uno strumento ideale per l’innovazione dei processi delle Pmi? Interessante in merito la posizione di Rosario Imperiali, Presidente del Comitato Scientifico dell'Istituto Italiano per la Privacy: “cloud computing ok, senza però che le tutele dei consumatori rimangano fra le nuvole: prima fra tutte la protezione dei loro dati. La fiducia fa la differenza per far decollare qualsiasi business: per questo soluzioni come l'adozione di clausole contrattuali modello che rispondano alle legittime aspettative dei clienti di grandi corporations fa bene ad economia e tutela dei diritti”.

Il riferimento va all’annuncio, della scorsa settimana, attraverso il quale Microsoft ha confermato come la piattaforma di produttività in the cloud Office 365 sia la prima e finora unica ad offrire primari standard di privacy e sicurezza delle informazioni per i clienti che operano nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Il tutto con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi cloud e rassicurare gli utenti sugli elevati livelli di sicurezza e privacy offerti dalle proprie soluzioni.

Sulla questione della sicurezza del cloud si è espresso anche Pier Luigi Dal Pino, Direttore Centrale per le Relazioni Istituzionali e Industriali di Microsoft Italia, che ha rilevato come “la decisione di inserire le ‘model clauses’ nei nostri contratti cloud è un passo importante e decisivo per lo sviluppo dei servizi online sul cloud e per rassicurare i clienti sui timori relativi al trattamento dei loro dati personali e la sicurezza della piattaforma online. Solo in un contesto come questo è possibile adesso offrire ai clienti la tranquillità necessaria ad accedere ai servizi cloud ed il nostro augurio è che l’intera offerta di mercato si conformi quanto prima a modelli contrattuali conformi alle richieste europee”.
 

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