HP sta licenziando 27mila dipendenti, Dell ha chiuso il trimestre con guadagni deboli. A fare da contrappeso ci sono i dati stellari di Apple, con margini da sogno e vendite di iPad e iPhone che viaggiano a gonfie vele. In sostanza, le vendite di Pc tradizionali stanno rallentando drasticamente, a fronte di quelle di tablet e smartphone e stanno avanzando come locomotive.
Questi dati, messi insieme, hanno aperto su ZDNet un dibattito sul futuro dei produttori di computer nell'era post PC, in cui a dominare è l'ultramobility, costituita da smartphone e tablet. La domanda è quella che ci si pone da tempo ormai: il computer è morto?
L'era dei Pc è finita?
Partiamo dalle previsioni degli esperti del settore. C'è chi ritiene che entro dieci anni la maggior parte dei professionisti userà notebook ultra sottili molto economici, tablet e thin client con software in esecuzione sul browser, che sfruttano una qualche generazione futura di API e servizi web. Inoltre, la programmazione della maggior parte delle applicazioni verterà sui sistemi operativi iOS e Android per una migliore compatibilità con le API ci cui sopra.
Proseguendo con le previsioni più disfattiste, da tre a cinque anni nelle aziende si passerà dagli attuali Pc desktop e laptop con grande capacità di storage e applicazioni localizzate a sistemi energeticamente più efficienti, e archiviazione SSD da usare come cache per le applicazioni eseguite in remoto. Sia i SoC ARM sia quelli Intel di prossima generazione, realizzati con processo produttivo a 22 nanometri, dovrebbero soddisfare questi requisiti. Per la transazione completa alle applicazioni web si dovranno attendere invece cinque anni.
Elemento indispensabile dell'equazione sarà il BYOD (Bring Your Own Device), con applicazioni aziendali ad hoc come Intel Wind River, Open Kernel di Labs OKL4, Red Bend di vLogix e via dicendo, che garantiranno la sicurezza dei prodotti privati che vengono impiegati per uso professionale.
Partendo da quanto detto sopra, pare chiaro che il primo produttore ad essere avvantaggiato sarà Apple, che beneficia già adesso dell'iPad, ma che rispetto ad altri concorrenti, come Microsoft, è svantaggiata dalla bassa penetrazione nel mercato aziendale. Microsoft ha ricevuto una tiepida accoglienza nel settore degli smartphone consumer, ma ha un enorme potenziale per mantenere la propria leadership in ambito aziendale, grazie alla presenza massiva di client e server Windows.
Google ha dalla sua una schiera assortita di OEM che sfornano
smartphone Android a ritmo di samba e hanno molta presa nel mercato
consumer, ma al momento è difficile immaginare che la consumerizzazione
dell'IT possa portare in tempi strettissimi a diffondere tablet e
smartphone Android in azienda.
A prescindere dalla piattaforma, è innegabile che sia in corso una trasformazione del concetto d'uso del personal computing,
e che i produttori devono sapersi evolvere in fretta per non restare
tagliati fuori. In sostanza, secondo l'analisi di ZDNet qualsiasi
azienda che fino a ieri è dipesa fortemente per i ricavi dalla
produzione e dalla vendita di Pc deve muoversi a diversificare
l'offerta.
Microsoft si sta muovendo bene con la dotazione cloud, e anche se
probabilmente le aziende tarderanno a seguirla con Windows 8, il
passaggio ci sarà e in quel momento entreranno verosimilmente di ruolo
anche i tablet. Intel potrebbe trovarsi in difficoltà per i prezzi
troppo alti degli ultrabook, e la popolarità crescente di ARM, ma è
probabile che già dal prossimo anno proponga soluzioni alternative
credibili. Il lavoro di Microsoft e Intel però non sarà sufficiente per
garantire il sostegno odierno ad aziende vecchio stampo come HP e Dell.
È innegabile che aziende cinesi come Lenovo, e coreane come Samsung,
stanno avanzando come locomotive e potrebbero consolidare i loro margini
a tal punto da insidiare i produttori statunitensi e accordare a Intel
contratti decisamente più profittevoli. I due nomi non sono stati fatti a
caso da Zack Whittaker e Jason Perlow.
I tablet costituiscono la rivoluzione che minaccia i Pc
Lenovo è l'esempio più lampante di produttore di PC che si sta muovendo da tempo per convertire la metà del suo business alla mobilità. Samsung è un importante produttore di smartphone e tablet che ha anche una divisione PC. Entrambi guadagno anche in questo periodo di crisi ed entrambi possono essere considerati, sotto aspetti differenti, esempi da seguire.
La morale di ZDNet è che la necessità di un computer tradizionale così come lo conosciamo oggi continuerà ad esserci, quindi il computer non morirà, ma sarà progressivamente relegato a settori professionali e privati di nicchia, fino ad arrivare, fra un decennio, a ricoprire un massimo del 10 per cento della dotazione globale. Siete pronti a passare al tablet?