17/05/2013 di Redazione

Intel: è ora di mettere il turbo nel mobile

Il nuovo numero uno di Intel ammette che il Mobile è un problema è per risolverlo pretende di aumentare il passo rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Intanto Otellini, in pensione da ieri, ammette che snobbare l'iPhone fu il suo più grande errore.

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Ieri Brian Krzanich ieri si è seduto per la prima volta sulla poltrona di amministratore delegato di Intel. La sfida più importante che dovrà affrontare è quella di portare i chip mobili di Intel al passo dei rivali basati su architettura ARM. Fra le prime dichiarazioni di Krzanich infatti c'è l'ammissione che l'azienda di Santa Clara è stata "un po' lenta a muoversi in questo settore".

L'impatto negativo delle vendite al ribasso dei PC sta colpendo Intel, che nell'ultimo anno non ha avuto molto successo nel mercato da 85 miliardi di dollari dei chip per smartphone e tablet, in cui ARM domina grazie a Apple, Samsung, Qualcomm e Nvidia.

Brian Krzanich

Lo scorso anno Intel ha annunciato il suo primo processore per smartphone, nome in codice Medfield, ma è disponibile solo in una manciata di dispositivi in commercio in Europa e Asia. A febbraio ha presentato l'Atom Clover Trail+, che dovrebbe offrire prestazioni e grafica migliori rispetto ai predecessori, ma al momento non è chiaro quando arriveranno in commercio i prodotti che lo useranno e chi li produrrà. 

Del resto quello del mobile è un sassolino nella scarpa anche dell'ex numero uno di Intel, Paul Otellini, che all'indomani della dimissione ha svelato al The Atlantic che il suo più grande rammarico è non aver capito le potenzialità dell'iPhone, e non avere realizzato un chip ad hoc per l'allora nuovo prodotto di Apple.

"Abbiamo finito per non averlo (l'iPhone, ndr) o ignorarlo, a seconda di come volete vederla. Il mondo sarebbe stato parecchio diverso se lo avessimo fatto (un chip per l'iPhone, ndr). La cosa che dovete ricordare è che questo è successo prima che l'iPhone fosse introdotto e nessuno sapeva che cosa avrebbe fatto… in conclusione, c'era un chip a cui erano (Apple, ndr) interessati  e per il quale volevano pagare un determinato prezzo e non di più; quel prezzo era sotto le nostre previsioni di costo. Non riuscivo a vederlo. Non era una di quelle cose che avrebbe compensato con i volumi. A ben vedere, il costo previsto era sbagliato e il volume era 100 volte quello che chiunque pensava allora".

Otellini disse no ad Apple: l'iPhone non sembrava un affare

"La lezione che ho ricavato è stata che, mentre a noi piace parlare con i dati, tante volte nella mia carriera ho finito per prendere decisioni di pancia, e avrei dovuto seguire il mio istinto". Il resto è storia: Apple ha virato sull'architettura ARM e sul produttore Samsung. Intel ha perso un'occasione storica. Non sappiamo se un iPhone basato sui chip della casa di Santa Clara avrebbe riscosso lo stesso successo, ma quella di Otellini resta una scelta sbagliata.

Brian Krzanich eredita comunque un'azienda in salute, e che si può dire sulla giusta strada secondo quanto mostrato recentemente con l'architettura Silvermont dedicata al settore mobile. Se ti chiami Intel, però, non è mai abbastanza. Krzanich ha già detto che l'azienda deve crescere nell'area mobile con un passo più rapido di quello tenuto sino a oggi. Un chiaro segno di aver compreso la realtà dei fatti.

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