Gli ultrabook costeranno davvero 699 dollari, ne è convinto il numero uno di Intel Paul Otellini, che discutendo gli ottimi risultati finanziari dell'ultimo trimestre ha ribadito nuovamente che sì, entro fine anno ci saranno in commercio ultrasottili di ultima generazione che costeranno 200 dollari in meno di quelli attuali. Il CEO non ha mancato di sottolineare anche l'imminente arrivo di 140 nuovi modelli con processore Ivy Bridge di cui almeno 40 avranno schermi touch e soluzioni convertibili.
Asus Taichi
Il tentativo scontato era quello di tranquillizzare gli azionisti, che si sono trovati davanti risultati di gran lunga inferiori alle aspettative proprio per quanto riguarda gli ultrabook. Il problema di Intel, come fa notare Rachel King di ZDNet, è che gli ultrabook sono i concorrenti diretti del MacBook Air, che è in vendita allo stesso prezzo (999 dollari) ma ha un appeal maggiore per via del fascino del marchio Apple, dell'elevata integrazione del sistema con le soluzioni cloud, iTunes e via dicendo. Anche ai detrattori di Apple è inoltre evidente che gli Air sono ormai uno status symbol in molti ambiti.
Il punto quindi è che chi può permettersi di spendere 999 dollari per comprarsi un portatile nella stragrande maggioranza dei casi compra un MacBook Air. Intel lo sapeva fin dall'inizio, ma non è mai riuscita finora a ottenere una collaborazione adeguata dai produttori hardware, che hanno sempre pianto sull'impossibilità di sfornare portatili con rivestimento in leghe metalliche e tutte le caratteristiche imposte da Intel, a prezzi allettanti.
Le vendite hanno dimostrato inequivocabilmente che continuando così si andrà incontro a un flop clamoroso, quindi è ora di correre ai ripari. Per risolvere il problema del prezzo si useranno materiali meno lussuosi (come gli chassis in plastica), per il resto si conterà sul calo di prezzo delle unità SSD e si useranno più intensivamente soluzioni ibride di archiviazione dati (SSD da 32 o 64 GB massimi affiancati a dischi fissi tradizionali da 500 o più GB) che mediano fra prestazioni e costi.
Però questo non basterà: molti saranno comunque disposti a spendere
200 dollari in più pur di accaparrarsi l'affascinante MacBook Air. La
nuova esca per attirare i consumatori sfrutterà l'arrivo di Windows 8 e
si appoggerà ai display touscreen e alle soluzioni combinate. Il nuovo
sistema operativo Microsoft infatti ha un'interfaccia Metro che senza
dubbio sarà più pratica da usare con le dita che con il mouse.
E visto il successo dei tablet, perché non fare dei prodotti con
schermi staccabili che si prestano all'uso come computer o come
tavoletta a seconda della necessità del momento, in modo che con una
sola spesa si portino a casa due dispositivi? L'idea è buona e non c'è
bisogno di immaginazione per capire come saranno le realizzazioni
pratiche: al Computex di Taipei sono stati presentati decine di prototipi.
MSI Slider
Ovviamente per capire se l'idea ha funzionato bisognerà aspettare fine anno, ma potrebbe funzionare perché per la prima volta da tempo i produttori di computer non si si sono limitati a copiare Apple, ma hanno messo insieme progetti differenti che, almeno sulla carta, offrono di più. Il MacBook Air non è touchscreen, non ha la tastiera staccabile e quindi non si trasforma in un tablet. Per averne uno in casa Apple bisogna prendersi l'iPad: un gran bel prodotto senza dubbio, ma costoso. Che si la volta buona?