29/11/2011 di Redazione

Linkedin apre in Italia. Due milioni di utenti all'attivo

La filiale italiana, inaugurata oggi, ha sede a Milano e sarà guidata Marcello Albergoni, ex senior manager di PricewaterhouseCoopers. Si tratta del settimo ufficio che la compagnia americana attiva nel Vecchio Continente, dove il nostro è il secondo Paes

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Dopo Monaco, aperto in agosto, Linkedin arriva anche in Italia. La sede di Milano porta a sette gli uffici europei di quello che è il più grande network professionale del mondo con 135 milioni di iscritti. Oltre due milioni sono i membri italiani, un anno fa erano meno della metà.

L’ufficio milanese sarà guidato da Marcello Albergoni, ex senior manager di PricewaterhouseCoopers e che oggi ha assunto la carica di Senior sales manager di LinkedIn Italia. Oltre al supporto dei clienti locali, la struttura italiana punterà alla crescita di tutto il portfolio dell'azienda, con soluzioni di recruiting e di marketing (queste ultime verranno proposte ed erogate in collaborazione con WebAds).


Ariel Eckstein, responsabile di LinkedIn per l'area Emea, ha sottolineato l’importanza del mercato italiano per il network. “Dopo la Turchia – ha spiegato – l’Italia è il Paese che registra il maggior tasso di crescita nelle iscrizioni. I primi uffici europei sono stati quelli di Londra, due anni fa. Oggi in Inghilterra abbiamo oltre 120 dipendenti, 200 a Dublino”.

Il team italiano sarà costituito da una decina di persone ed è previsto che possa ampliarsi di diverse unità, come successo in Inghilterra. Gli uffici del personale e delle risorse umane delle aziende e le agenzie di collocamento sono i principali partner del network, che punta anche sulla crescita della pubblicità online. I clienti al mondo oggi sono circa 5mila, una quarantina quelli italiani.

Altra voce di business, infine, la pubblicità - in Italia, secondo Eckstein, ci sono opportunità anche sotto questo punto di vista – e quindi i profili premium, che però vengono utilizzati da una minoranza di utenti.

Per il social network, la Penisola sembra quindi essere un terreno molto fertile. Anche perché, nonostante la difficile congiuntura, i professionisti sembrano molto motivati e ambiziosi riguardo al futuro. E questo è uno dei risultati dell’indagine presentata oggi alla stampa da Eckstein secondo la quale circa il 40% degli 800 intervistati sono pronti a cambiare lavoro per soldi soprattutto ma anche per motivi di carriera, il 52% è pronto a trasferirsi in Europa e il 24% negli Stati Uniti e almeno un terzo è convinto dell’importanza dei social network per raggiungere i propri obiettivi.

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