20/09/2011 di Redazione

Mercato Ict: la calma piatta precede il rilancio?

I dati Sirmi relativi al secondo semestre mostrano ancora trend negativo: spesa IT in calo del 3,8% e Tlc in regresso di quasi l'1%. Entro fine anno è previsto un nuovo peggioramento. Secondo Francesco Sacco, docente della Bocconi, non ci aspetta un perio

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La crisi economica c'è e si vede, anche nell'Information e Communication Technology. I dati rilasciati da Sirmi sull’andamento del mercato nel secondo trimestre mostrano una flessione complessiva del 1,9% rispetto allo scorso anno dovuta “al perdurare della critica situazione finanziaria”. E ciò che più preoccupa sono le aspettative sull’intero anno, che “non segnalano alcuna ripresa, semmai un peggioramento”.

L’It perde il 3,8% con l’hardware che va giù del 5, 9% e le Tlc che segnano un calo totale della spesa pari a quasi l'1%, con l’aggravio di una componente fissa in rosso dell’1,7%. Tutti i segmenti del mercato tecnologico decrescono, fatta eccezione per il software, che mantiene un andamento sostanzialmente flat attestandosi sullo 0,9%.


 “I dati sono molto negativi, più di quanto mi aspettassi”. Francesco Sacco, managing director del centro di ricerca EntER presso l’Università Bocconi di Milano, ammette la sorpresa di fronte ai dati rilasciati da Sirmi che nel secondo semestre mostrano un trend decisamente negativo.

I dati pubblicati da Gfk in occasione dell’Ifa avevano riacceso qualche speranza. Secondo la società di ricerca, l’It scende del 4% nel mondo consumer, ma registra  un incremento del 22% nel business supportata da un maggiore orientamento delle aziende verso il cloud computing. Ma la nuvola, per quanto in crescita, non basta a compensare il calo delle altre aree. Di questo ne è convinto anche Sacco che, in attesa dei dati Assiform in uscita nei prossimi giorni, non rinuncia al suo abituale ottimismo.

“Due sono i fenomeni che caratterizzano questo periodo – osserva -. Da una parte abbiamo la crisi economica e dall’altra la situazione di attesa che si è creata a causa dell’avvento di tablet e cloud computing. Si tratta di due tecnologie fortemente connesse che comportano grandi cambiamenti”. Il cloud agevola il mobile e questo comporta interventi anche nell’hardware. Gli interventi infrastrutturali, però, in questo periodo sono fermi e l’avanzata della virtualizzazione che fa diminuire il numero dei server non spiega fino in fondo il calo dell’hardware.

In più, insiste il docente della Bocconi, anche dal settore pubblico non arrivano buone notizie. Nonostante i proclami di Brunetta tutto pare immobile. Ma Sacco è convinto che questa stasi può essere il preludio a un periodo molto più movimentato. Ora l’incertezza domina, ma quando le imprese comprenderanno appieno i vantaggi del cloud e della mobilità si aprirà un periodo di “forte intensità” per il mondo Ict.

Difficile are previsioni sui tempi ma c’è un altro aspetto che secondo il docente bocconiano potrebbe dare un’ulteriore spinta. E’ l’asta per le frequenze 4G che sta andando avanti a colpi di rilanci (sono stati superati i 3,2 miliardi di euro) e che dovrebbe dare il via a nuove offerte e servizi. In più, se il governo non cambierà idea, un miliardo di euro dovrebbe essere investito nel settore. Soldi veri che potrebbero dare ad altri investimenti con un effetto moltiplicatore che Sacco azzarda potrebbe arrivare anche a 4-5 volte la cifra iniziale.    

E poi sul fronte consumer c’è la continua crescita degli smartphone testimoniata anche dagli ultimi dati di eBay: solo nei primi sei mesi del 2011, è stato effettuato un acquisto via mobile ogni 55 secondi. La crisi potrebbe precedere un rilancio all’insegna della nuvola e della mobilità. Il problema è sapere quando il semaforo diventerà verde. 

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