Mary Jo Foley ha portato alla luce un interessante nome in codice utilizzato negli ambienti TechNet più riposti di Microsoft: Orleans.
Da quanto le è riuscito di capire Orleans dovrebbe essere un modello di programmazione per il cloud computing.
Il punto di vista di Microsoft in generale su questo tema è noto: far convivere in modo più semplcie possibile ciò che è montato localmente come applicazione con quanto quella applciazione può sfruttare e integrare che è presente nel Cloud.
Gli strumenti essenziali finora disponibili sono la piattaforma .Net, Visual Studio e altri strumenti che permettono di sviluppare per Azure, il cloud Microsoft.
L'architettura Orleans Microsoft per lo sviluppo delle future applicazioni on premise e on cloud in un colpo solo
Con Orleans si dovrebbe avere disponibile un ambiente di programmazione che facilita la vita agli sviluppatori. Compaiono concetti come "
grains", granelli, unità elementari di computazione e di memorizzazione, con il runtime che attiverà granellini sia localmente sul client sia nell'applciazione sul Cloud dei data canter di Azure o altri Cloud.
Lo scopo, sembra di capire, è proprio quello di sviluppare una volta e aver la trasportabilità e la fruibilità ovunque.
Anche Mary Jo Foley non riesce a saperne molto di più e la sua previsione è che in Ottobre alla Professional Developers Conference focalizzata sul Cloud Computing forse se ne saprà qualche cosa di più. Si vedrà.