15/06/2012 di Redazione

Morto (suicida?) un altro lavoratore della Foxconn

Un giovane di 23 anni, come ha riportato l’agenzia Reuters, si è probabilmente tolto la vita nel proprio appartamento di Chengdu. Alla catena di montaggio del colosso cinese che produce anche iPhone e iPad per conto di Apple aveva lavorato solo un mese. E

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In un appartamento poco lontano dalla fabbrica Foxconn di Chengdu ha trovato la morte un altro dipendente del colosso cinese che produce dispositivi per molte delle big dell’industria hi-tech mondiale, Apple in testa. L’agenzia Reuters è stata la prima testata giornalistica a diffondere la notizia, confermata ufficialmente dalla società per cui era a libro paga il 23enne che si è tolto la vita dopo aver lavorato per un solo mese alla catena di montaggio.


La nuova vittima allunga quindi la lista di suicidi iniziata nel 2009 e poi arricchitasi a ritmi purtroppo elevati nel corso del 2010 e del 2011, periodo nel quale, stando a diversi rapporti, sono state almeno 16 le persone in attività alla fabbrica di Shenzhen che si sono tolte la vita
 
All’inizio dell’anno si era sfiorato il suicidio di massa quando 300 lavoratori impiegati nella fabbrica che produce le console Xbos di Microsft minacciarono l’estremo gesto, poi rientrato. E sempre nella fabbrica di Chengdu si era registrato un episodio che la dice lunga sulla situazione in essere presso uno dei plessi produttivi più imponenti del pianeta (Foxconn ha alle dipendenze oltre un milione di operai).

Circa mille dipendenti dell’azienda cinese sono infatti venuti alle mani con gli addetti alla sicurezza privata in uno dei mega dormitori allestiti vicino all’unità produttiva, in cui si ritirano ogni giorno decine di migliaia di persone. La scintilla che ha fatto esplodere la rissa, lo ha documentato Repubblica nei giorni scorsi, è scattata dopo che alcune guardie private hanno fermato un operaio accusato di furto

Episodio questo, conclusosi con diversi arresti, che sommato alla morte del giovane lavoratore riapre la questione delle proibitive condizioni di lavoro imposte dalla Foxconn, in parte documentate dall’indagine compiuta (per conto di Apple) dalla Fair Labor Association ed esplicitamente condannate da altre associazioni internazionali e cinesi, a cominciare dal China Labor Watch. Remunerazioni non adeguate, ore di straordinario in eccesso, giorni di ferie ridotti ai minimi termini e altro: le accuse in campo a Foxconn sono sempre le stesse.


Ha collaborato Filippo di Nardo di Sindacato Networkers.it

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