Non solo la platea degli sviluppatori rinuniti a San Francisco per la conferenza annuale loro dedicata, Google I/O, ma anche un milione di utenti collegati via streaming su YouTube: in tanti hanno ascoltato le parole di Larry Page, Ceo e e co-fondatore della società di Mountain View, pronunciate a fatica per via di un problema a di paralisi alle corde vocali, di cui lo stesso diretto interessato ha dato spiegazione su G+. Nonostante la voce debole, gli annunci non sono mancati, pur riguardando (come già preannunciato) più il settore dei servizi e solo marginalmente l’hardware.
Google Play Music All Access consente l'ascolto in streaming da Pc o mobile
Fra le altre cose, nel suo keynote Page non ha risparmiato qualche
frecciatina. Rivolta innanzitutto ai media e alla loro tendenza a
esasperare i toni sul tema della competizione fra aziende: “In ogni
notizia che leggo su Google”, ha affermato il Ceo, “c’è un ‘noi’ contro
qualche altra società o qualcosa di stupido del genere, e non lo trovo
molto interessante. Dovremmo costruire grandi cose che ancora non
esistono. Essere negativi non è il modo per ottenere progresso”. D’altra
parte – quasi a smentire quanto appena dichiarato – le frecciatine
hanno trafitto anche Microsoft, colpevole di eccessiva chiusura e di
approfittarsi, per contro, dell’apertura dei servizi di Google, nonché
Oracle, che riterrebbe “i soldi più importanti di qualsiasi tipo di
collaborazione”.
Sul fronte prodotto l'unica novità presentata è la “Google edition”, spogliata del contributo di Samsung, del
Galaxy S4. Uno smartphone che per ora sembra destinato al solo mercato statunitense, dove approderà il 26 giugno con il prezzo di 649 dollari, venduto anche attraverso lo store di Google Play. La principale differenza rispetto al modello standard è la presenza di Android 4.2.2 Jelly Bean in versione stock, quindi senza interfaccia personalizzata, applicazioni o widget aggiuntivi, accanto al fatto che lo smartphone riceverà gli aggiornamenti non appena disponibili, direttamente da BigG. Inalterato il comparto hardware.
Sull’hardware è tutto, dal momento che gli attesi aggiornamenti sui Google Glass non sono – per ora – arrivati. Per quanto riguarda invece i servizi, c’è stata la conferma ai rumors sul lancio di una
piattaforma per lo streaming musicale. Ne ha parlato Chris Yerga, engineering director di Android: si chiamerà
Google Play Music All Access e, come prevedibile, seguirà le orme e, si spera, il successo di servizi come Spotify (che vanta 6 milioni di sottoscrizioni a pagamento), Pandora, Rdio, Deezer e Grooveshark, consentendo come questi di riprodurre singoli brani, ma anche di personalizzare l’ascolto attraverso playlist e suggerimenti.
Google, dunque, arriva prima di Apple, che sta definendo il lancio dell’analogo servizio iRadio. Play Music All Access, come il nome suggerisce, sarà fruibile da più canali, ovvero non solo da Pc collegati in Rete ma anche da smartphone e tablet. Dopo i 30 giorni di prova gratuita, il contributo richiesto è di 9,99 dollari al mese, con uno sconto di due dollari per chi si iscrive entro giugno. Altro lancio è quello di
Google Play Game Services, un servizio dedicato ai videogiocatori, che permette di salvare nel cloud i dati delle partite così da poterle riprendere in un secondo momento ed eventualmente da dispositivi diversi (Pc, tablet o smartphone Android e iOS).
Accanto a questa due vere e propria novità, gli altri annunci sono per lo più aggiornamenti.
Google Maps, innanzitutto, cambia interfaccia con una lieve modifica estetica, ma soprattutto con alcune funzioni: visualizzazione della mappa in modalità fullscreen, suggerimenti sui luoghi da visitare in base ai gusti dell’utente, ricerca delle indicazioni stradali tramite un solo click. Ma soprattutto la fusione con Google Earth, che permette ora di visualizzare le riproduzioni 3D delle città o l’interno degli edifici direttamente nel browser.
A Mountain View, inoltre, si continuerà a puntare sul mondo social rappresentato da
Google+, oggi a quota 190 milioni visitatori mensili. Anche in questo caso sono arrivati cambiamenti di interfaccia, con una nuova visualizzazione degli aggiornamenti a doppia colonna (sul modello della Timeline di Facebook, o meglio della sua precedente versione ora nuovamente modificata), oltre all’introduzione di 15 GB di storage gratuito per le fotografie caricate dagli utenti e di una funzione di suggerimento degli hashtag.