Nsn, secondo indiscrezioni non confermate, vorrebbe escludere dall'operazione da 1,2 miliardi di dollari (al momento bloccata dall'Antitrust cinese) gli asset relativi alle reti Gsm. Che nel 2010 hanno pesato per il 25%, circa un miliardo di dollari, sul
Avrebbe del clamoroso ma è una possibilità, almeno stando a quanto ha riportato il sito Bloomberg citando come fonti due persone vicine ai fatti. Nokia Siemens Networks, secondo indiscrezioni non confermate, starebbe cercando di rinegoziare i termini dell'operazione da 1,2 miliardi di dollari attraverso la quale la joint venture tedesca finlandese vuole portarsi a casa gli asset relativi alle reti wireless di Motorola Solutions.

La scalata agli asset di rete wireless di Motorola conosce un'altra puntata: ora Nsn vorrebbe escludere la parte Gsm
In discussione c'è l'unità Gsm della casa americana, che Nsn vorrebbe a questo punto escludere dall'acquisizione e così facendo ridurre l'entità dell'investimento e superare definitivamente gli ostacoli posti dalle autorità antitrust del governo cinese, il cui intervento ha fatto saltare la prevista chiusura dell'operazione a fine marzo. L'improvviso rimescolamento delle carte operato dalla società europea avrebbe quindi due spiegazioni: da una parte la necessità di accelerare i tempi per ottenere l'approvazione del deal da parte del governo di Pechino e dall'altra concentrare gli sforzi sulle attività realmente strategiche di Motorola, e fra queste - nell'ottica di ampliare il proprio business in Nord America (dove lo standard di rete mobile di riferimento è il Cdma) - non c'è quella relativa alle soluzioni Gsm.
Entrambe le società, si legge su Bloomberg, hanno declinato qualsiasi commento in materia e agli analisti non è rimasto che rendere noti i numeri relativi agli asset di Motorola che Nokia Siemens vorrebbe tagliare, asset per cui si è stimato per il 2010 un giro d'affari l'anno di 900 milioni/un miliardo di dollari, pari a circa il 25% dell'intero fatturato di Motorola Solutions. Una percentuale inferiore a quella registrata nel 2009, nell'ordine del 35%, e diminuita a causa dei maggiori investimenti dei carrier nelle reti Cdma.